Calabria
IL RUOLO DEGLI STUDENTI
Progetta un’aggressione con un coltello contro la docente: «intercettare i segnali di disagio»
L’inquietante episodio all’Istituto “Nicotera-Costabile” riaccende il dibattito sulla sicurezza a scuola e sulla necessità di una prevenzione strutturata che sappia intercettare i segnali di disagio prima che si trasformino in violenza

LAMEZIA TERME – La vicenda emersa all’Istituto comprensivo “Nicotera-Costabile” di Lamezia Terme, dove uno studente quattordicenne avrebbe pianificato un’aggressione con un’arma bianca ai danni della propria docente di italiano, impone una profonda riflessione sulla sicurezza e sul benessere all’interno degli istituti scolastici.
Secondo quanto riportato dagli organi di informazione e attualmente al vaglio degli inquirenti, a sventare il peggio è stata la tempestiva segnalazione di alcuni compagni di classe, che non hanno esitato a denunciare una situazione percepita come anomala e pericolosa. Questo comportamento virtuoso evidenzia quanto sia fondamentale coltivare un solido rapporto di fiducia tra i giovani e la comunità educativa, affinché gli adolescenti si sentano liberi di comunicare tempestivamente i rischi.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), presieduto dal Prof. Romano Pesavento, sottolinea la necessità di procedere con grande prudenza, evitando giudizi affrettati sulla giovane età del minore e lasciando che le autorità competenti ricostruiscano con precisione i fatti e le relative responsabilità.
L’aggressione sventata dalla fiducia tra studenti
L’episodio dell’aggressione sventata dimostra come simili criticità vadano ben oltre i confini tradizionali del bullismo e del cyberbullismo, sebbene il quadro normativo di riferimento — dalla legge n. 71/2017 modificata dalla n. 70/2024 fino allo Statuto delle studentesse e degli studenti (DPR n. 249/1998 e successive modifiche) — offra già importanti strumenti di prevenzione e gestione condivisa delle responsabilità. Particolare attenzione merita l’ambiente digitale: le prime ricostruzioni suggeriscono che parte della progettazione dell’aggressione sia avvenuta tramite piattaforme di messaggistica.
Ciò evidenzia che il nodo cruciale non è lo strumento tecnologico in sé, ma la capacità di adulti e ragazzi di riconoscere quando una conversazione online supera la normale provocazione per trasformarsi in un’effettiva escalation di violenza. La scuola e le istituzioni, pertanto, non possono limitarsi a risposte puramente emergenziali, ma devono dotarsi di procedure interne chiare, stabili e operative per la raccolta delle segnalazioni e per un raccordo efficace con famiglie, servizi territoriali e forze dell’ordine.

Tutela della comunità e valore della funzione educativa
La gravità dell’accaduto relativo al piano di aggressione non deve tuttavia tradursi in un’esposizione mediatica del minore o in letture sommarie della sua sfera personale, ribadisce il CNDDU, ricordando il rispetto dovuto alle garanzie dell’ordinamento minorile. Sul piano scolastico, alla doverosa e imprescindibile tutela dell’incolumità della docente e dell’intera comunità bisogna affiancare un percorso educativo mirato per lo studente.
Prevenire la reiterazione di simili condotte non significa soltanto applicare risposte disciplinari ferme, ma comprendere tempestivamente le cause profonde e le condizioni di disagio che le hanno generate. L’obiettivo primario per il mondo della scuola resta quello di rendere la prevenzione un pilastro strutturale, trasformando la capacità di ascolto e l’alleanza educativa in una rete di protezione quotidiana, capace di individuare i segnali di sofferenza prima che la violenza trovi il modo di manifestarsi.


















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