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Progetto “Sila Protetta”: «bene l’innovazione ma la tecnologia non sostituisca i medici»

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Progetto “Sila Protetta”: «bene l’innovazione ma la tecnologia non sostituisca i medici»

Il gruppo “Per la Rinascita di Longobucco” interviene sul progetto “Sila Protetta”: «servono presenza medica stabile e servizi efficienti»

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progetto Sila Protetta 01

LONGOBUCCO (CS) – Il gruppo politico “Per la Rinascita di Longobucco” interviene con una posizione chiara sul progetto “Sila Protetta” e sui recenti segnali di apertura dell’Asp di Cosenza verso il territorio. “Bene l’innovazione, ma non sostituisca i medici” è il messaggio che accompagna una riflessione articolata e critica sulla reale efficacia degli interventi annunciati.

“Sila protetta”: apertura all’innovazione, ma con riserve

Pur accogliendo positivamente l’attenzione finalmente rivolta alla comunità, il gruppo politico esprime forti perplessità: “apprezziamo lo sforzo attuale, ma ci auguriamo che questa ‘pioggia’ di tecnologia non sia solo una risposta temporanea per silenziare le giuste proteste dei mesi scorsi. La salute dei cittadini di Longobucco non può dipendere da progetti sperimentali a scadenza: chiediamo che l’impegno dell’ASP sia costante, strutturale e garantito nel tempo”.

progetto Sila Protetta 02

Il nodo della carenza di medici

“Seguiamo con attenzione la formazione dei cittadini all’uso dei defibrillatori e dei nuovi strumenti digitali. Tuttavia, avvertiamo un messaggio sottinteso che ci inquieta: ‘Non vi mandiamo medici, fate da soli’. La formazione dei cittadini è un valore aggiunto, ma non può e non deve diventare l’alibi per giustificare la carenza di medici. La responsabilità della cura deve restare in mano allo Stato; non si può scaricare il peso dell’emergenza sulle spalle dei volontari o dei vicini di casa”.

Viabilità e servizi: criticità strutturali

Il gruppo sottolinea anche le difficoltà legate alla viabilità e ai tempi di intervento: “un braccialetto intelligente o un dispositivo di ultima generazione servono a poco se l’ambulanza resta bloccata da una viabilità colabrodo o se i tempi di percorrenza verso l’ospedale più vicino rimangono incompatibili con la vita”. Secondo il movimento dunque, senza infrastrutture adeguate l’innovazione rischia di restare solo teorica.

Guardia medica e condotta sanitaria

“Non smetteremo di ribadirlo: la tecnologia è un supporto, ma la vita si salva con la presenza umana”. Da qui le richieste di “una Guardia Medica costante e stabilmente presidiata e la riapertura immediata della Condotta Medica nel Comune di Longobucco. La nostra conclusione è netta: la tecnologia deve essere un ponte verso l’assistenza, non un muro che sostituisce il medico. Senza camici bianchi e senza strade sicure, il progetto ‘Sila Protetta’ rimarrebbe un’incompiuta. La salute a Longobucco è un diritto, non una sperimentazione!”.

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