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La protesta degli agricoltori va avanti: presìdi e strade bloccate. Sit in anche a Spezzano Albanese

Calabria

NUOVI BLOCCHI

La protesta degli agricoltori va avanti: presìdi e strade bloccate. Sit in anche a Spezzano Albanese

Presidi a Spezzano Albanese, Davoli Marina e allo svincolo di Pizzo. Agricoltori, allevatori e autotrasportatori contestano l’aumento dei costi, i prezzi riconosciuti alla produzione e i danni provocati dalla fauna selvatica. Disagi alla viabilità e momenti di tensione sulla Statale 106

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presìdi agricoltori spezzano pizzo 02

COSENZA – Prosegue in Calabria la mobilitazione degli agricoltori e imprenditori del comparto agricolo contro il caro carburante e l’aumento generalizzato dei costi di produzione. Da questa mattina un presidio è attivo alla rotonda all’incrocio tra la SP 241 e la SS 283, nel territorio di Spezzano Albanese, nei pressi dell’Eurospin. La protesta sta provocando ripercussioni sulla viabilità, con alcune strade bloccate.

La mobilitazione, iniziata nei giorni scorsi, coinvolge agricoltori, allevatori e operatori del settore e punta a portare all’attenzione delle istituzioni una situazione che, secondo i manifestanti, sta diventando sempre più difficile da sostenere per le aziende. Nel mirino ci sono soprattutto l’impennata dei costi del carburante, i prezzi riconosciuti agli agricoltori per i prodotti e i danni provocati dalla fauna selvatica.

presìdi agricoltori spezzano pizzo 01

Agricoltori bloccano le strade, presidio a Spezzano Albanese

A Spezzano Albanese i promotori della protesta hanno diffuso alcuni dati sull’aumento dei prezzi. «I numeri mostrano chiaramente la gravità della situazione:

– Gasolio Agricolo: da circa 0,88 €/litro del settembre 2025 siamo passati a oltre 1,65 €/litro nel settembre 2026 (+87,5%, quasi raddoppiato).
– Gasolio Autotrazione: da 1,63 €/litro del settembre 2025 a oltre 2,20 €/litro oggi (+35%).

I manifestanti hanno esposto striscioni tra cui “Ci vediamo alle urne” per sottolineare come l’utilizzo dei soliti contesti geopolitici come scusa non regge più e non giustifica l’aumento del tutto sproporzionato che scarica le speculazioni di mercato sulle spalle di chi lavora la terra e delle famiglie. In queste condizioni, per un’azienda agricola o per un’impresa di movimento terra è impossibile perfino accendere i mezzi senza lavorare in netta perdita.

La protesta si articola attorno a tre principali rivendicazioni: l’insostenibile aumento del costo del carburante; la vendita sottocosto dei prodotti agricoli, pagati una miseria a fronte di spese di produzione schizzate alle stelle. Infine i danni devastanti della fauna selvatica, una piaga ormai fuori controllo che distrugge mesi di fatica».

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Altri presidi, tensioni sulla Statale 106

La mobilitazione si è estesa anche ad altri punti della Calabria. Un presidio è stato organizzato a Davoli Marina, nel Catanzarese, sulla Statale 106 Jonica, mentre altre iniziative interessano lo svincolo di Pizzo. Tra le questioni sollevate dai manifestanti figurano anche i prezzi riconosciuti all’origine ai produttori e il tema delle importazioni extra-Ue.

Sulla Statale 106, durante il presidio, si sono registrati anche momenti di tensione: alcuni automobilisti sono rimasti bloccati e, secondo quanto riferito, alcuni di loro hanno contestato ai manifestanti l’impossibilità di raggiungere il posto di lavoro. La mobilitazione prosegue mentre il comparto chiede interventi sui costi di produzione e sulle condizioni economiche che, secondo gli operatori, stanno mettendo sotto pressione la sostenibilità delle attività agricole e delle imprese collegate.

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