Italia
Protesta di agricoltori e Tir, Lollobrigida: «bloccare le strade è un reato». Sui social scoppia la polemica
Il ministro dell’Agricoltura invita a garantire la circolazione delle merci e gli approvvigionamenti, denunciando i rischi per imprese e consumatori. Ma sui social il suo intervento scatena una raffica di critiche: agricoltori e cittadini chiedono risposte concrete sul caro carburante e sui costi di produzione

ROMA – La protesta di agricoltori e autotrasportatori contro il caro carburante arriva anche al centro del dibattito politico nazionale e, ad intervenire è il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che in un post sui social richiama i manifestanti alla necessità di non compromettere la distribuzione delle merci e la regolarità dei rifornimenti.
Il post del ministro Lollobrigida
“Manifestare è lecito e degno di rispetto… bloccare le strade per impedire ai prodotti di essere distribuiti è un reato. Rispetto le istanze di tutti, ma considero grave e intollerabile che milioni di italiani rischino, a causa di blocchi stradali, di vedere negozi privi di merce o con prezzi molto più alti che aggravano la condizione di molte famiglie. Invito a garantire la circolazione e gli approvvigionamenti”.
E’ il contenuto del suo post nel quale sottolinea le conseguenze economiche che potrebbero derivare dal fermo dei mezzi e dal deterioramento delle merci trasportate. “Arrecare danno ad altri per tutelare le proprie posizioni non è giusto. Molti prodotti presenti sui camion, fermati contro la volontà di chi li conduce, saranno inutilizzabili, arrecando un danno economico alle imprese, ai lavoratori del settore e ai cittadini tutti. Non c’è mai alcuna giustificazione nel violare le leggi e, soprattutto, nel danneggiare altri cittadini”.
La replica sui social: «Lei cosa rispetta davvero, signor Ministro?»
Le parole di Lollobrigida hanno provocato numerose reazioni online. Tra i commenti, molti utenti contestano al Governo di concentrarsi sui disagi provocati dalle proteste senza affrontare, a loro giudizio, le cause che hanno spinto agricoltori e trasportatori a mobilitarsi. “forse bisogna farsi una domanda: chi produce i prodotti, che oggi i famosi camion trasportano, sta svolgendo un lavoro cui viene dato dignità e rispetto? L’agricoltura è alla base dell’economia: è stata distrutta! Il carburante agricolo alle stelle, unitamente ai semi, concimi e prodotti, hanno portato a costi insostenibili di coltivazione, gestione e raccolta”.

Un altro utente richiama direttamente il ruolo del Governo: “Sei chiamato a trovare soluzioni. Ad evitare i disagi. Alla fine chi protesta lo fa per portare il pane a casa. Ma forse questa cosa non è chiara né a te e nemmeno a quelli che ti applaudono”.
Le richieste al Governo: «Siete in grado di dare risposte o no?»
Il confronto online si concentra soprattutto sulla capacità delle istituzioni di intervenire concretamente contro il caro carburante e le difficoltà economiche delle categorie coinvolte. Un commentatore si rivolge direttamente al ministro chiedendo conto delle misure che l’esecutivo intende adottare: “Ministro Lollobrigida, il Governo di cui lei fa parte, è in grado di rispondere alle domande degli agricoltori e non solo, o non è in grado di aiutare a risolvere i loro problemi? Questo è il nocciolo della questione, il resto lo conosciamo… Siete in grado di dare risposte o no? Non è difficile dirlo con chiarezza…”.

Il dibattito mette così in evidenza due esigenze contrapposte: da una parte, garantire la libera circolazione delle merci e limitare i danni a cittadini e imprese; dall’altra, dare risposte a chi denuncia costi ormai insostenibili e margini di guadagno azzerati. Al centro resta la richiesta di interventi concreti per affrontare una crisi che investe produzione agricola, trasporti e costo della vita.




















Social