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“C’è puzza di gas”, Legambiente accende i riflettori sulle emissioni di metano in Calabria

Calabria

“C’è puzza di gas”, Legambiente accende i riflettori sulle emissioni di metano in Calabria

La campagna nazionale “C’è puzza di gas” monitora le infrastrutture tra Catanzaro e Crotone: “Ogni perdita va individuata e risanata per tutelare clima e salute”

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CATANZARO – In Calabria, l’ottava e ultima tappa della III edizione della campagna nazionale di Legambiente “C’è puzza di gas – Per il futuro del Pianeta non tapparti il naso” ha portato alla luce nuove criticità legate alla dispersione di metano in atmosfera. I monitoraggi hanno riguardato sei infrastrutture tra le province di Catanzaro e Crotone, tra cui l’impianto di regolazione e misura di Lamezia Terme e il REMI di Maida, “osservati speciali” per concentrazioni superiori ai 500 ppm, soglia oltre la quale il Regolamento UE impone l’intervento dell’impresa.

“C’è puzza di gas”

Secondo i dati raccolti, su 8.921 punti di misura validi, 3.222 hanno mostrato concentrazioni basse di metano (tra 10 e 100 ppm), 711 valori medi (tra 100 e 1.000 ppm) e 7 concentrazioni alte (oltre 1.000 ppm). I monitoraggi, effettuati tra il 24 e il 25 novembre con l’ausilio di un “naso elettronico”, hanno analizzato 20 elementi singoli – flange, valvole, tubature e sfiati – in tre impianti REMI e tre stazioni di valvola. Tra gli elementi controllati, l’impianto vicino Lamezia Terme ha registrato concentrazioni medie di 261,3 ppm e picchi fino a 1.302 ppm. Criticità anche a Maida e vicino Crotone, dove più della metà dei punti di misura ha superato i 10 ppm.

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“Con la tappa in Calabria – dichiara Katiuscia Eroe, responsabile nazionale energia di Legambiente – si conclude il viaggio ‘a caccia di metano’ della campagna. Le rilevazioni confermano che l’Italia è lontana dall’azzeramento delle emissioni fuggitive. Anche le piccole perdite devono essere individuate e risanate tempestivamente: tante piccole perdite fanno una grande perdita”.

Anna Parretta, presidente Legambiente Calabria, e l’ing. Vincenzo Sicilia del Direttivo regionale sottolineano l’urgenza di una svolta energetica: “La Calabria ha ancora un alto consumo di energia da fonti fossili. I grandi impianti vanno monitorati, ma occorre anche controllare le migliaia di impianti domestici, potenziali fonti di micro-perdite. È indispensabile puntare al 100% rinnovabile e abbandonare energie fossili dannose per ambiente e bollette”.

Il metano, gas climalterante fino a 86 volte più potente della CO₂, rappresenta una seria minaccia per il clima e la salute, contribuendo anche alla formazione di ozono troposferico, nocivo per agricoltura e popolazione. Legambiente ribadisce la necessità che il Regolamento europeo sulle emissioni venga applicato senza indebolimenti e che il Governo adotti norme stringenti su monitoraggio, verifica e intervento, per rispettare gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030. Il report finale, diffuso a livello nazionale con il dossier “Italia hub degli sprechi”, documenta le perdite lungo l’intera filiera e lancia un monito chiaro: la lotta al cambiamento climatico passa anche dal controllo rigoroso delle infrastrutture del gas.

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