Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Randagismo: un cane morto, 5 scomparsi e forse imbevuti di candeggina

Calabria

Randagismo: un cane morto, 5 scomparsi e forse imbevuti di candeggina

Pubblicato

il

randagismo

REGGIO CALABRIA – Ancora una volta in Calabria si incrocia l’annosa questione del randagismo canino con quella della assoluta mancanza di interventi su vasta scala proprio per combattere questo fenomeno.

Secondo le stime in Calabria vi sarebbero ben oltre centomila randagi sparsi a macchia di leopardo su tutto il territorio regionale, alcuni di questi randagi vivrebbero ai margini dei paesi e molto spesso scacciati se non uccisi o avvelenati da qualche abitante. Di conto non esiste un vero piano di lotta al randagismo a partire di fatto da una politica di sterilizzazione di massa che se attuata correttamente ridurrebbe nel giro di qualche anno il fenomeno in maniera significativa, mancano anche le strutture in cui ospitare i randagi che spesso sono ammassati in varie propri canili lager e per qualcuno di questi i un passato nemmeno troppo lontano si è ipotizzato anche un infiltrazione della malavita nella gestione economica degli stessi. A questo quadro crudo e desolante dobbiamo aggiungere che molti comuni privi di fondi hanno lasciato scadere o non hanno mai attivato le convenzioni con i canili violando di fatto la legge nazionale sul randagismo 281/91 e le successive leggi regionali di applicazione della medesima.

Una situazione infernale dove si innesta quanto successo nei giorni scorsi a San Giorgio un provincia di Reggio Calabria dove una volontaria animalista locale ha lanciato un allarme relativo a 6 cani randagi che si aggiravano per il paese , e che erano stati presi di mira da una parte della popolazione che senza troppi giri di parole ha tentato di sopprimerli. Uno di questi cani è stato poi ritrovato morto mentre gli altri impauriti da quanto si è riusciti a capire sono stati cosparsi di candeggina, sul posto sono intervenuti anche dei volontari di una associazione che però non sono riusciti ad individuare questi cani che sono scomparsi. Che siano stati uccisi o si si siano andati a nascondere non è dato sapersi, certo è che da quanto capito anche questa amministrazione comunale è tra quelle che non ha poliiche attive per la lotta al randagismo e che viola sistematicamente la legge 281/91 che da in capo al sindaco la gestione dei cani randagi che vivono sul suo territorio.

Sulla vicenda interviene l’AIDAA Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente che denuncia lo stato di totale indifferenza delle autorità locali in merito ad affrontare il randagismo e nel caso specifico denuncia anche l’atteggiamento di alcuni abitanti del paese che avrebbero cosparso i cani di candeggina. “Abbiamo deciso di percorrere due strade- scrivano gli animalisti di AIDAA- innanzitutto di cristallizzare la situazione con la presentazione di un esposto che invieremo nei prossimi giorni per denunciare le violazioni delle leggi in materia di tutela di animali e di lotta al randagismo in particolare in violazione dell’articolo 544 del codice penale per aver presumibilmente cosparso di candeggina i cani e in merito al sindaco rimarchiamo la violazione delle competenze a lui ascritte, infine- conclude la nota AIDAA- scriveremo ai prefetti per chiedere un intervento presso le amministrazioni locali al via di avviare seriamente una campagna di lotta e prevenzione al randagismo in quella regione.

Spesso ci dicono che mancano i soldi. Quelli si possono trovare tra le pieghe del bilancio comunale cosi come spesso si trovano i soldi per fare le sontuose feste popolari o per organizzare eventi costosissimi”.

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social