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Tentata rapina e lesioni all’ex amante: condannato ex parroco della diocesi di Rossano-Cariati

Ionio

Tentata rapina e lesioni all’ex amante: condannato ex parroco della diocesi di Rossano-Cariati

Don Pino Madeo patteggia un anno e quattro mesi di reclusione. L’episodio risale al 2021: aggredì una donna romana con un lingotto d’argento per farsi aprire la cassaforte

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CORIGLIANO ROSSANO – Si chiude con una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione la vicenda giudiziaria che ha coinvolto don Pino Madeo, 63 anni, ex parroco dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati, accusato di tentata rapina e lesioni personali ai danni di una donna romana di 68 anni, con cui aveva avuto in passato una relazione sentimentale segreta. L’ex sacerdote, originario di Longobucco e ordinato nel 1986, è comparso davanti al Tribunale di Roma dove ha scelto di patteggiare la pena, mettendo così fine a una complessa e dolorosa parabola giudiziaria.

Il parroco, la relazione segreta e l’aggressione all’ex amante

I fatti risalgono al 27 settembre 2021. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, i due si erano conosciuti in ambito parrocchiale, iniziando una relazione poi interrotta dal prelato. Quel giorno di fine settembre, tuttavia, l’uomo si sarebbe presentato nell’abitazione della donna con l’intento, secondo l’accusa, di procurarsi un ingiusto profitto.

Il sacerdote, una volta entrato in casa avrebbe aggredito la donna, strattonandola e colpendola ripetutamente alla testa con un lingotto d’argento. Sotto minaccia, la vittima sarebbe stata costretta ad aprire la cassaforte di famiglia e a rovesciare sul letto gioielli e denaro contante. Nel tentativo disperato di chiedere aiuto, la 68enne avrebbe provato a utilizzare il cellulare. A quel punto, l’ex parroco le avrebbe strappato il telefono dalle mani.

L’intervento della polizia e i soccorsi

Il figlio della donna, nel frattempo allertato, era riuscito a raggiungere l’appartamento e le forze dell’ordine avevano bloccato il sacerdote in flagranza, ponendo fine all’aggressione. Lei, venne trasferita in ospedale e curata per contusioni al volto, al collo, al braccio e al cuoio capelluto.

La posizione dell’Arcidiocesi

Sulla vicenda è intervenuta anche l’Arcidiocesi di Rossano Cariati, che ha diffuso una nota ufficiale: «L’Arcidiocesi di Rossano Cariati, nel venire a conoscenza delle notizie riguardanti un proprio sacerdote, in relazione ad azioni a lui attribuite e attualmente oggetto di attenzione, desidera esprimere quanto segue: profondo dispiacere e sincero rammarico per quanto emerso; sincera vicinanza, umana e spirituale, nonché piena solidarietà alla persona vittima dei fatti segnalati; totale fiducia nell’operato della magistratura».

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