Calabria
Referendum 2026
Referendum Costituzionale sulla giustizia: Si o No? Urne aperte anche in Calabria | Guida al voto
Urne aperte fino alle 23 e domani dalle 7 alle 15 per il referendum sulla giustizia 2026 che introduce novità sostanziali come la separazione delle carriere tra giudici e Pm, istituendo due CSM distinti (uno per giudicanti e uno per requirenti) e una nuova Alta Corte disciplinare

COSENZA – Urne aperte dalle 7:00 di questa mattina in tutta Italia per il Referendum Costituzionale sulla Giustizia. Si vota fino alle 23:00 di oggi e domani dalle 7:00 alle 15:00. Alla chiusura delle urne verrà effettuato lo scrutinio. Possono votare tutti i cittadini maggiorenni che dovranno recarsi alle urne muniti di documento di identità valido e tessera elettore. Chi l’avesse smarrita o avesse terminato gli spazi può richiederne uno nuova negli uffici elettorali del proprio comune.
Si tratta di un appuntamento cruciale che punta a modificare l’ordinamento giudiziario, introducendo novità sostanziali come la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Cittadine e cittadini sono chiamati ad approvare o respingere una legge costituzionale già approvata dal Parlamento.

Referendum Costituzionale sulla Giustizia: scheda verde e quesito
È un referendum costituzionale confermativo, previsto dall’articolo 138 della Costituzione. Serve a confermare o respingere una legge costituzionale già approvata dal Parlamento. Gli elettori sono chiamati a esprimere la loro scelta sul SI e o sul NO. A differenza di quelli abrogativi, quello costituzionale (ex art. 138 Cost.) non prevede un quorum di partecipazione. Ciò significa che la consultazione è valida indipendentemente da quante persone si rechino ai seggi. L’esito sarà determinato esclusivamente dalla maggioranza dei voti validamente espressi (i “SÌ” o i “NO”).
Sulla scheda, di colore verde, sarà presente il seguente quesito: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?
Cosa significa votare SÌ o NO?
Il quesito referendario chiede ai cittadini di confermare o respingere l’intero impianto della legge costituzionale. Non è possibile votare solo su alcune parti della riforma.
- Votare SÌ: Significa confermare la riforma. Entreranno in vigore la separazione delle carriere, i due CSM distinti, il sorteggio e la Corte disciplinare.
- Votare NO: Significa bocciare la riforma. L’assetto della magistratura resterà quello attuale, con un unico CSM e carriere comunicanti tra giudici e PM.

Cosa prevede la riforma della giustizia: i punti chiave
La riforma approvata dal Parlamento e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025 non tocca l’indipendenza della magistratura, ma ne riorganizza profondamente la struttura interna. Ecco i pilastri del testo:
Separazione delle carriere e doppio CSM
Il cuore della riforma è la distinzione tra magistrati giudicanti (i giudici) e magistrati requirenti (i pubblici ministeri).
- Vengono istituiti due Consigli Superiori della Magistratura (CSM) distinti: uno dedicato ai giudici e uno ai PM.
- Entrambi gli organi manterranno una composizione a prevalenza togata, ma opereranno in modo autonomo per gestire assunzioni, assegnazioni e promozioni.
Il sorteggio per i membri del CSM
Per contrastare il fenomeno delle “correnti” e limitare il peso delle dinamiche associative, la riforma introduce il sorteggio come metodo di selezione dei componenti dei due CSM, in sostituzione del tradizionale sistema elettorale. La riforma introduce un sistema basato in larga parte sul sorteggio, sia per i magistrati sia per i componenti laici.
Per questi ultimi, il sorteggio avverrebbe a partire da un elenco di professori universitari e avvocati selezionato dal Parlamento. Molti aspetti operativi restano però demandati a successive leggi ordinarie.
Nasce l’Alta Corte Disciplinare
Viene istituita una Corte disciplinare di rango costituzionale. Questo nuovo organo si occuperà esclusivamente dei procedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati, funzione che oggi è svolta da una sezione del CSM. L’obiettivo è separare la gestione amministrativa delle carriere dal giudizio sulle sanzioni.
Analisi: l’impatto sulla magistratura
Il dibattito si divide tra chi vede in questa riforma uno strumento per garantire una maggiore terzietà del giudice (modello di “giusto processo” dove accusa e difesa sono sullo stesso piano davanti a un giudice terzo) e chi teme che la separazione possa isolare i pubblici ministeri. Tuttavia, il testo ribadisce che i magistrati restano un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere, mantenendo la tutela del Presidente della Repubblica come garante degli organi di autogoverno.



















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