Area Urbana
Referendum giustizia, Locanto (PD): «a Cosenza il NO al 66,5%, una comunità consapevole»
La vicesindaca di Cosenza e presidente regionale dem, Maria Locanto commenta il dato di Cosenza: «una comunità consapevole che chiede rispetto della democrazia e politiche concrete»

COSENZA – “A Cosenza il NO al 66,55%”; è il dato evidenziato da Maria Locanto, vicesindaca e presidente regionale del Partito Democratico, che commenta l’esito del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Un risultato definito “netto, inequivocabile”, che colloca la città tra le prime in Italia per consenso contrario alla riforma e la posiziona come la nona città a livello nazionale per percentuale di NO.
Locanto: “una comunità consapevole”
Locanto sottolinea come il risultato non sia casuale, ma il riflesso di una cittadinanza attenta e consapevole. In particolare evidenzia: “essere la nona città in cui il NO prevale con questa forza non è un elemento casuale, ma il segno di una comunità attenta, consapevole e capace di valutare nel merito le scelte che incidono sulla qualità della nostra democrazia”. Un voto che, secondo l’esponente dem, rappresenta una risposta politica chiara a un’impostazione nazionale e regionale giudicata troppo spesso fatta di annunci senza concretezza.
Un messaggio alla politica nazionale e regionale
Secondo Locanto, il risultato cosentino si inserisce in un quadro più ampio di contrarietà a riforme considerate parte di un disegno complessivo che include premierato e autonomia differenziata. “Questo voto – afferma Locanto – rappresenta una risposta chiara a un’impostazione politica che, a livello nazionale e regionale, troppo spesso si è tradotta in annunci senza concretezza”. Il NO viene quindi letto come una difesa degli equilibri istituzionali e dei diritti dei cittadini.

Un consenso diffuso nei territori cittadini
Il dato assume ulteriore rilevanza se analizzato nella sua distribuzione territoriale. Il NO si è affermato in modo trasversale in tutta la città, dal centro alle periferie. Un elemento che, secondo Locanto, testimonia una domanda condivisa di giustizia, equità e rispetto delle istituzioni democratiche: “è una città che non si lascia guidare dalla propaganda, ma che chiede risposte reali, politiche efficaci e una visione credibile per il futuro”.
Un ruolo determinante è stato attribuito all’impegno collettivo del Partito Democratico e delle realtà civiche e sociali. Il risultato, spiega Locanto, è frutto della mobilitazione di tutte le articolazioni territoriali del partito, insieme ad altre forze politiche, sindacati, comitati civici e cittadini attivi: “a loro va il mio ringraziamento più sincero: il risultato di oggi è soprattutto il loro”.
Schlein e l’idea di alternativa politica
Richiamando le parole della segretaria nazionale del PD, Elly Schlein, Locanto evidenzia come “l’alternativa a questo governo esiste”. Un concetto che, secondo la dirigente dem, trova conferma nel voto di Cosenza e che si estende anche al livello regionale, dove si intravede un’alternativa politica rispetto a un governo percepito come distante dai bisogni reali della Calabria.
Madeo: “La Costituzione vince sul populismo”
Sullo stesso fronte interviene anche Rosellina Madeo del Partito Democratico, che definisce il risultato con una sintesi chiara: «L’Italia s’è desta». “La Costituzione vince sul populismo. Ottimo il lavoro del Partito democratico sui territori”, afferma Madeo, sottolineando la portata del risultato referendario. Madeo evidenzia come la campagna referendaria sia stata caratterizzata da slogan, ma anche da un forte lavoro informativo sui territori.

“La campagna referendaria condotta dalla maggioranza di Governo a colpi di slogan… gli italiani hanno scelto il NO”, dichiara. Fondamentale, secondo l’esponente dem, il contributo dei Comitati per il No, che hanno avuto un ruolo chiave nell’informare i cittadini e nel promuovere momenti di confronto pubblico.
Particolarmente significativo anche il risultato della provincia di Cosenza, dove il NO avrebbe quasi doppiato il SÌ. Un elemento che, secondo Madeo, conferma la capacità degli elettori di distinguere tra informazione e propaganda: “Gli italiani non solo hanno mostrato un grande rispetto per la nostra casa comune, la Costituzione, ma hanno dimostrato anche di saper distinguere tra verità e populismo”.


















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