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Referendum sottosegretari, il Consiglio di Stato respinge il ricorso della Regione: «Inammissibile»

Calabria

LA SENTENZA

Referendum sottosegretari, il Consiglio di Stato respinge il ricorso della Regione: «Inammissibile»

A darne notizia i consiglieri regionali di minoranza che si rivolgono al presidente Occhiuto: “Adesso è arrivato il momento di dire finalmente basta e mettere fine a questa vicenda incresciosa per la nostra regione. Bisogna solo tornare in aula e chiudere a livello istituzionale questa pagina triste”

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CATANZARO – Il Consiglio di Stato ha bocciato definitivamente il ricorso d’appello presentato dalla Regione Calabria in merito al referendum per l’istituzione dei sottosegretari. Lo fanno sapere i consiglieri regionali di minoranza specificando che la sentenza è un ennesima conferma a quanto sostenuto dal gruppo ormai da mesi.

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“Correttamente, il Giudice di prime cure ha ritenuto, carente la giurisdizione del giudice amministrativo, concludendo per l’inammissibilità del ricorso”. Così il Consiglio di Stato si è pronunciato in una sentenza con la quale ha oggi confermato la decisione del Tar della Calabria che l’11 settembre scorso ha dichiarato inammissibile “per difetto di giurisdizione” il ricorso della Regione Calabria contro l’Ufficio Centrale Regionale per il Referendum presso la Corte di Appello di Catanzaro, che, accogliendo la richiesta di sette consiglieri regionali, aveva dato il via libera allo svolgimento del referendum per confermare le modifiche allo Statuto regionale che introducono la figura di due sottosegretari alla presidenza della giunta.

La decisione dei giudici di Palazzo Spada

I giudici di Palazzo Spada hanno oggi ritenuto non accoglibili le critiche proposte nel ricorso in appello alla sentenza dei giudici calabresi di primo grado. Il Consiglio di Stato, premettendo che nel caso specifico “si è al cospetto dell’esercizio del potere legislativo, nella forma referendaria di democrazia diretta, in seno al quale rileva il diritto alla legittimità, alla ammissibilità della richiesta di referendum e alla regolarità della consultazione popolare. Si tratta, quindi, di tutelare un diritto soggettivo pubblico, e in particolare un diritto politico”, ha ritenuto che “In tema di riparto di giurisdizione, la tutela dei suddetti diritti è affidata al giudice ordinario, come affermato dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione” con una sentenza del 2004.

In maniera analoga è stata decisa la questione riferita alla richiesta di annullamento del provvedimento adottato dall’Ufficio Centrale Regionale per il Referendum. “Tale provvedimento – si legge nella sentenza – è espressione della funzione svolta dal suddetto Ufficio – la quale non ha natura giurisdizionale in senso proprio e non ha natura amministrativa, ma è riconducibile alla nozione di ‘funzioni pubbliche neutrali’, ossia di carattere intermedio tra l’amministrazione e la giurisdizione ed espletate in posizione di terzietà e indipendenza” e in quanto tale ” la giurisdizione appartiene il giudice ordinario”. La conclusione è che “l’appello va respinto e la sentenza impugnata va confermata”. 

Consiglio di Stato Roma Palazzo Spada

Referendum sottosegretari, la minoranza: “Chiudere questa pagina una volta per tutte”

“Adesso è arrivato il momento di dire finalmente basta e mettere fine a questa vicenda incresciosa per la nostra regione. – dicono – Adesso bisogna solo tornare in aula e chiudere a livello istituzionale questa pagina triste, una volta per tutte. E’ ora che anche il Presidente Occhiuto se ne faccia finalmente una ragione, dopo aver provato a “battere” tutte le strade possibili”.

“Negli ultimi mesi abbiamo detto a gran voce, fuori e dentro l’Aula, – ribadiscono – che i soldi dei calabresi, non possono essere utilizzati per moltiplicare poltrone o distribuire “mancette” elettorali per tenere in piedi una barcollante maggioranza che nelle ultime settimane si sta dimostrando sempre meno coesa e meno unita nella sostanza delle scelte, al di là delle facili dichiarazioni di forma che provengono dai banchi del centrodestra o dai giornali”.

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Risorse da utilizzare per i cittadini e non per il “poltronificio”

Questo, secondo la minoranza, “assume un significato ancora più attuale e importante in un momento così drammatico per le famiglie e le imprese, come dimostrano le immagini che giungono dalle piazze in questi giorni. Queste risorse vengano utilizzate per loro e non per continuare ad alimentare un “poltronificio” che non fa bene a nessuno, – concludono – e tanto meno ai cittadini calabresi”.

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