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Registro elettronico nelle scuole dell’infanzia, Renzo: «ai bambini serve usare il diario»

Ionio

Nuova disposizione

Registro elettronico nelle scuole dell’infanzia, Renzo: «ai bambini serve usare il diario»

La pedagogista Teresa Pia Renzo sulla nuova disposizione che prevede l’utilizzo anche nelle scuole dell’infanzia del registro elettronica sul quale vengono caricati quotidianamente i dati relativi alla giornata scolastica

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Bambini scuola infanzia - Registro elettronico 01

CORIGLIANO-ROSSANO (CS) – Se il registro elettronico diventa uno strumento che indebolisce il dialogo tra scuola e famiglia nei primi anni di vita scolastica, allora occorre fermarsi a riflettere. Digitalizzare non significa educare meglio. Non si tratta di essere contrari alla tecnologia, ma di evitare che l’innovazione finisca per sottrarre valore a uno dei momenti più importanti dell’esperienza educativa: la consegna quotidiana. La pedagogista Teresa Pia Renzo, interviene sull’obbligo normativo entrato in vigore quest’anno e che impone anche alle scuole dell’infanzia – statali e paritarie – l’adozione del registro elettronico.

Registro elettronico obbligatorio anche all’infanzia: cosa cambia

La nuova disposizione prevede l’utilizzo di una piattaforma digitale sulla quale vengono caricati quotidianamente i dati relativi alla giornata scolastica: pasti consumati, riposo, attività svolte. Un cambiamento significativo che coinvolge bambini in età prescolare e che, secondo la pedagogista, merita un’attenta valutazione. Anche il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha chiarito e ribadito la necessità, soprattutto per i più piccoli, di ritornare ad usare come regola e metodo didattico il diario, strumento non solo di responsabilità ma anche pedagogico ed empatico.

Il valore della “consegna”: relazione, non burocrazia digitale

“Il tempo dei colloqui tra la scuola e la famiglia attorno alla vita del bambino è uno snodo relazionale fondamentale. È il luogo del confronto, dell’osservazione condivisa, della costruzione di un’alleanza educativa. La consegna – sottolinea la pedagogista – è relazione, è scambio, è collaborazione”. Il rischio, con un registro elettronico consultabile in tempo reale, è quello di trasformare il dialogo umano in una semplice consultazione digitale. “Se da un lato lo Stato promuove l’alleanza scuola-famiglia, dall’altro – osserva – l’eccessiva mediazione tecnologica può indebolirla”. Per Renzo, il momento della consegna rappresenta un presidio educativo insostituibile: uno spazio di parola e di sguardo che nessuna piattaforma può replicare.

Bambini scuola infanzia - Registro elettronico 02

Autonomia e responsabilità: perché il diario è fondamentale

I primi anni di scolarizzazione sono i più strutturanti sotto il profilo personale e didattico. È in questa fase che si costruiscono autonomia, metodo e responsabilità. “Un genitore non deve sostituirsi all’educatore. Il papà e la mamma – sottolinea Renzo – devono fare i genitori, non gli insegnanti a casa”. L’uso del registro elettronico nei primi gradi, se mal interpretato, rischia infatti di trasformare il genitore in controllore costante delle attività scolastiche, alterando l’equilibrio educativo.

Poi c’è il valore del diario scolastico, strumento che per intere generazioni ha rappresentato un esercizio quotidiano di responsabilizzazione. “Quando un bambino annota i compiti – spiega – sta imparando a scrivere, a leggere, a ricordare, a organizzarsi. Sta sviluppando metodo e autonomia”. Eliminare o svuotare di significato questa pratica in nome della semplificazione digitale significa, secondo la pedagogista, privare il bambino di un esercizio cognitivo e formativo fondamentale.

Violenza giovanile - Teresa Pia Renzo registro elettronico

Infanzia e primaria non sono la secondaria

La pedagogista distingue nettamente tra infanzia/primaria e scuola secondaria. Dalla scuola media in poi il registro elettronico può essere uno strumento utile. In adolescenza il monitoraggio indiretto aiuta il genitore a intervenire con equilibrio. Ma nei primi anni – avverte – la priorità deve restare lo sviluppo diretto delle competenze: grafismo, memoria, responsabilità, organizzazione.

Nel Polo scolastico diretto da Teresa Pia Renzo il registro viene utilizzato nel rispetto della normativa: ogni giorno vengono inseriti dati su alimentazione, riposo e attività didattiche. Tuttavia, il momento della consegna resta centrale e non sostituibile.

“La piattaforma può informare – conclude Teresa Pia Renzo – ma non può educare. L’educazione nasce dall’incontro, dallo sguardo, dalla parola scambiata. Se la digitalizzazione compromette le attività primarie della crescita, allora non stiamo formando bambini autonomi e responsabili. Insomma, innovare sì, ma senza sacrificare le fondamenta educative su cui si costruisce la persona”.

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