Area Urbana
Rende, centri sociali: FdI e FI si astengono sul regolamento e chiedono maggiore equilibrio decisionale
Trombino e Galassi chiariscono la posizione dei gruppi consiliari: “non una bocciatura, ma la richiesta di maggiore equilibrio decisionale tra Comune e associazioni”

RENDE – Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale di Rende, i capigruppo consiliari di Fratelli d’Italia, Eugenio Trombino, e di Forza Italia, Stefania Galassi, hanno espresso voto di astensione sul regolamento relativo ai centri sociali. Una posizione che i due consiglieri hanno voluto chiarire pubblicamente, evidenziandone le motivazioni politiche e amministrative.
Centri sociali: un regolamento “organico e strutturato”
L’astensione, spiegano Trombino e Galassi, non rappresenta una bocciatura del regolamento né una contrarietà all’impianto generale del provvedimento. Al contrario, viene riconosciuto il lavoro svolto nella costruzione di uno strumento definito finalmente organico, promosso soprattutto dalla I Commissione consiliare di cui è membro la consigliera Galassi.
Secondo i due capigruppo, il regolamento introduce criteri chiari sulla fruizione degli ambienti, sugli orari di utilizzo, sulle responsabilità organizzative, sulla presenza del personale di supporto e sulla gestione delle attività svolte all’interno delle strutture comunali. Aspetti che, nelle precedenti esperienze cittadine, non erano stati regolamentati in maniera dettagliata, lasciando spazio a incertezze e ad una gestione poco definita.

“I capigruppo di Fratelli d’Italia e Forza Italia — dichiarano — hanno riconosciuto la necessità di dotare la città di un regolamento serio e funzionale, capace di garantire ordine, trasparenza e corretta gestione degli spazi pubblici destinati all’aggregazione sociale”.
La richiesta di modifica all’articolo 1
Per tale motivo, congiuntamente alla sottoscrizione dei consiglieri Garritano, Totera, Calvelli e Bilotti, era stata richiesta una conferenza dei capigruppo antecedente al Consiglio comunale per avanzare la proposta di un emendamento finalizzato alla modifica del comma 3 dell’articolo 1 del regolamento. L’emendamento, spiegano i consiglieri, era stato pensato per garantire una maggiore simmetria decisionale tra il Comune e gli enti, le associazioni e i soggetti partecipanti coinvolti nella gestione dei centri sociali. Una proposta che, tuttavia, non è stata accolta.

“Serve una partecipazione più equilibrata”
La scelta dell’astensione nasce quindi da una valutazione specifica relativa proprio all’articolo 1, comma 3, ritenuto meritevole di una riformulazione più equilibrata sotto il profilo della governance e della partecipazione decisionale. “Abbiamo ritenuto opportuno astenerci — spiegano Trombino e Galassi — perché pur condividendo l’impianto regolamentare e l’obiettivo di disciplinare finalmente ogni aspetto organizzativo dei centri sociali, crediamo sia necessario rafforzare il principio di partecipazione equilibrata tra amministrazione comunale e realtà associative. È un tema che abbiamo voluto evidenziare con senso di responsabilità e spirito costruttivo”. I capigruppo ribadiscono infine come la loro posizione sia stata assunta nell’interesse di un miglioramento complessivo del regolamento, con l’obiettivo di costruire centri di aggregazione realmente inclusivi, funzionali e gestiti attraverso regole certe ma condivise.
















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