Area Urbana
Rende, l’Amministrazione difende la rottamazione dei tributi locali e replica al segretario del Pd «dichiarazioni fuorvianti»
L’Amministrazione Principe difende la riforma del regolamento delle entrate comunali e risponde alle critiche del segretario cittadino dem: «Dichiarazioni prive di approfondimento. La minoranza ha votato a favore»

RENDE – Il Comune di Rende interviene nel dibattito sulla definizione agevolata dei tributi comunali, replicando alle dichiarazioni del segretario cittadino del Partito Democratico e difendendo le modifiche al regolamento delle entrate approvate dal Consiglio comunale. In una nota, l’Amministrazione guidata dal sindaco Sandro Principe definisce le affermazioni del neosegretario dei dem «imprecise e fuorvianti», sostenendo che le critiche dimostrerebbero una conoscenza non approfondita della materia. L’esecutivo evidenzia inoltre come, durante la seduta consiliare del 27 febbraio 2026, anche i consiglieri di minoranza riconducibili al Partito Democratico abbiano espresso voto favorevole ai provvedimenti.
La modifica del regolamento delle entrate
Il Comune evidenzia che la revisione del regolamento comunale delle entrate e l’approvazione del regolamento sulla definizione agevolata rappresentano uno dei risultati ottenuti dall’Amministrazione Principe in attuazione del programma elettorale. Nel chiarire il contenuto delle nuove disposizioni, il Comune spiega che il nuovo articolo 18 disciplina esclusivamente le modalità di rateizzazione degli accertamenti esecutivi, cioè gli atti con cui vengono contestate eventuali violazioni tributarie. L’Amministrazione sottolinea che la norma produce effetti a partire dal 2026 e riguarda accertamenti futuri, evidenziando come, allo stato attuale, «non c’è ancora nulla da accertare».
Nella replica viene ribadito che il Comune ha aderito alla cosiddetta “rottamazione” dei carichi fiscali nella forma più ampia consentita. I termini per aderire alla definizione agevolata restano aperti fino al 31 luglio e riguardano l’intero pregresso tributario, comprendendo ingiunzioni e accertamenti emessi fino al 31 dicembre 2025, oltre agli omessi versamenti e alle omesse dichiarazioni. L’Amministrazione ricorda che il beneficio consente ai contribuenti di versare esclusivamente l’imposta dovuta, senza il pagamento di sanzioni e interessi.
Rate fino a dieci anni per i debiti più elevati
Il Comune evidenzia anche le modalità di rateizzazione previste dal regolamento. Per i debiti compresi tra 1.001 e 5.000 euro sono previsti piani di pagamento fino a quattro anni; la durata sale a sei anni per importi fino a 25.000 euro e può arrivare fino a dieci anni per esposizioni superiori ai 100.000 euro. Secondo l’Amministrazione, si tratta di un intervento che punta a coniugare equità e giustizia sociale, consentendo ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione senza il peso delle sanzioni.
«I due regolamenti si completano a vicenda»
Nella nota viene inoltre precisato che il regolamento sulla definizione agevolata e quello relativo alle rateizzazioni sono stati concepiti come strumenti complementari. L’obiettivo, spiega il Comune, è favorire il pagamento dei tributi alle scadenze ordinarie, evitando che dilazioni eccessivamente lunghe sugli accertamenti futuri possano rallentare la riscossione delle entrate necessarie a garantire i servizi pubblici essenziali. L’Amministrazione osserva inoltre che importi elevati, come quelli richiamati nelle critiche del segretario del Pd, sarebbero riconducibili ad arretrati accumulati negli anni e non ai tributi dovuti per una sola annualità, come nel caso della Tari 2026.
Nel documento l’Amministrazione pone anche un interrogativo sul senso di estendere ulteriormente le rateizzazioni per gli accertamenti futuri. Secondo il Comune, una simile scelta finirebbe per favorire chi decidesse di non rispettare le scadenze ordinarie dei pagamenti, anziché incentivare i contribuenti in regola. Da qui la domanda rivolta al segretario del Partito Democratico: «Vuole forse suggerire che a Rende non pagare alla scadenza conviene?».

La replica affronta infine tre ulteriori aspetti sollevati dal segretario dem. Il primo riguarda la fideiussione a garanzia delle rateizzazioni, che il Comune ricorda essere stata eliminata. Il secondo concerne la disciplina delle situazioni di temporanea difficoltà economica, che secondo l’Amministrazione è dettagliatamente regolata, prevedendo anche la possibilità di ottenere una proroga fino a 72 rate mensili in caso di peggioramento documentato delle condizioni economiche del contribuente.
«Sul tema erano già stati forniti chiarimenti»
Infine il Comune respinge anche le contestazioni relative alla presunta incompatibilità della disciplina con la normativa nazionale, ricordando che i Comuni dispongono di ampia autonomia regolamentare in materia di entrate tributarie, richiamando quanto previsto dall’articolo 52 del Decreto Legislativo 446 del 1997. L’Amministrazione evidenzia, infine, come il segretario del Partito Democratico avesse già affrontato la questione prima delle festività pasquali nel corso di un incontro in municipio con l’assessore al Bilancio. Secondo il Comune, in quella occasione sarebbero stati forniti chiarimenti sugli stessi aspetti oggi oggetto delle critiche. «È evidente che, in casa Pd, i chiarimenti non riescono a essere metabolizzati», conclude la nota.




















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