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Rende, l’impegno della “Fondazione Roberta Lanzino”: 3 progetti per l’inclusione e i diritti delle donne

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Rende, l’impegno della “Fondazione Roberta Lanzino”: 3 progetti per l’inclusione e i diritti delle donne

Dalla sensibilizzazione sulla disabilità e la violenza di genere ai percorsi di autonomia e inserimento lavorativo: nuove iniziative nelle scuole e sul territorio calabrese. La presidente Matilde Lanzino: «L’idea è quella di spingere le donne a riappropriarsi della loro esistenza»

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Fondazione Roberta Lanzino - sede

RENDE – Un percorso che mette al centro le persone, le loro fragilità e soprattutto le loro potenzialità; la Fondazione Roberta Lanzino di Rende amplia il proprio raggio d’azione e inaugura una nuova fase di impegno dedicata al rapporto tra violenza di genere e disabilità, attraverso tre progetti regionali: “Eco: disabilità e dipendenza affettiva”, “Frida: la disabilità tenace” ed “Ellen Keller: la voce dei senza voce”.

Fondazione Roberto Lanzino: disabilità e inclusione, tre nuovi progetti

Tra le iniziative principali c’è “Frida”, inserita nella lunga esperienza del progetto Pollicino, che coinvolgerà 13 scuole calabresi con l’obiettivo di promuovere tra gli studenti una maggiore consapevolezza sul tema della diversità e dell’inclusione. Il percorso, intitolato “siamo tutti disabili, tutti diversi, tutti abili”, prevede quattro incontri per ciascun istituto.

«La Fondazione – dice la presidente Matilde Lanzino – che pure ha seguito in passato casi in cui la violenza era stata agita proprio approfittando delle specifiche fragilità, si avvicina ora al tema della disabilità, senza attendere di essere chiamata, ma privilegiando un approccio assolutamente empatico non per compatirne la dimensione di difficoltà, ma per conoscerne e apprezzarne la ricchezza».

Fondazione Roberta Lanzino - progetti disabilità

Un percorso concreto tra LIS, Braille e scuole

L’attenzione si concentra in particolare sulla cecità e sulla sordità, attraverso iniziative che puntano a superare le barriere comunicative e rendere gli ambienti realmente accessibili. La Fondazione ha avviato l’apprendimento della LIS, la Lingua dei Segni Italiana, presso la propria sede, coinvolgendo professioniste e volontarie in un percorso di formazione interna.

Parallelamente, sono stati avviati incontri con l’Unione Ciechi di Rende, con cui è stato sottoscritto un protocollo di collaborazione finalizzato allo scambio di esperienze e alla realizzazione di strumenti informativi e di accoglienza in Braille e in formato audiolibro. «Rivolgendo particolare attenzione alla cecità e alla sordità, – aggiunge Matilde Lanzino – la Fondazione compie un viaggio nella disabilità fatto di concretezza».

Un impegno che si traduce anche nel progetto “Nessuno è abile in tutto”, attraverso il quale la ventisettesima edizione di Pollicino e Alice porterà nelle scuole calabresi il tema della disabilità. Il percorso intende coinvolgere gli adolescenti, ascoltarne le esperienze e accompagnarli verso una maggiore sensibilità rispetto ai valori dell’accoglienza, del rispetto e dell’inclusività.

«Con il titolo “Nessuno è abile in tutto” – aggiunge la presidente – la Fondazione, inoltre, ha già fatto partire la “carovana” ormai storica del pluriennale progetto Pollicino e Alice che in questa ventisettesima edizione porta appunto nelle scuole della Calabria il tema della disabilità. Ascolterà le suggestioni che arriveranno dall’adolescenza inquieta dei nostri giorni e la accompagnerà in un percorso di sensibilità, accoglienza, inclusività, rispetto e riconoscimento della infinita ricchezza dell’essere persona, al di là delle imperfezioni e delle diversità di cui tutti siamo portatori».

Matilde Lanzino presidente Fondazione Lanzino

Il progetto coinvolgerà anche la sede della Fondazione in via Verdi, che sarà progressivamente dotata di strumenti tattili e uditivi per garantirne una maggiore fruibilità alle persone con disabilità.

“Un altro domani”, donne protagoniste del proprio futuro

Accanto alle iniziative dedicate all’inclusione, prosegue il progetto quadriennale “Un altro domani”, finanziato nell’ambito del bando “Donne libere” della Regione Calabria. L’obiettivo è sostenere le donne nel recupero della propria autonomia, offrendo occasioni di formazione, confronto e crescita personale, con particolare attenzione alle opportunità di avvicinamento al mondo del lavoro. Tra le attività attualmente in corso figurano il corso “Tourist Oriented Basic English”, pensato per fornire competenze linguistiche utili anche in ambito professionale, e il percorso di autodifesa “La forza delle donne”.

A questi si affiancano gruppi di supporto con il coinvolgimento di una psicologa e incontri con diverse realtà del territorio, tra cui Confartigianato, organizzazioni sindacali, Università della Calabria e associazioni impegnate nella promozione dell’intercultura, come ContaminaLab e ArciRed. Un programma che punta a rafforzare le competenze, favorire le relazioni e offrire nuove prospettive a chi desidera rimettersi in gioco, costruendo un futuro di maggiore indipendenza. «L’idea – conclude Matilde Lanzino – è quella di spingere le donne a riappropriarsi della loro esistenza».

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