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Rende, dietrofront di Ghionna sulla Comunità Energetica “nessun aiuto alle famiglie, solo assetti di potere”

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Scontro CER

Rende, dietrofront di Ghionna sulla Comunità Energetica “nessun aiuto alle famiglie, solo assetti di potere”

Duro scontro sulla Comunità energetica a Rende. Il consigliere Marco Ghionna (Futuro) accusa Cuzzocrea: “Statuto e regolamento pensati per poltrone e incarichi decennali, non per le famiglie e i più deboli”

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Marco Saverio ghionna Comune-di-Rende-Municipio_02

RENDE – La nascente Comunità Energetica a Rende (CER), progetto nato con l’obiettivo di alleggerire i costi in bolletta per i cittadini e grande opportunità di riscatto economico e sociale per il territorio, si sta trasformando nell’ennesimo terreno di scontro politico. La denuncia è di Marco Ghionna, Consigliere Comunale di Rende del Gruppo Consiliare Futuro che lancia accuse precise all’assessore Cuzzocrea, parlando di uno Statuto e di un Regolamento blindati, cuciti su misura per la gestione di nomine e incarichi a lungo termine piuttosto che per il reale contrasto alla povertà energetica.

Dal voto favorevole ai dubbi in Commissione: il dietrofront di Ghionna

Il posizionamento del gruppo di opposizione non è un “no” pregiudiziale allo strumento delle Comunità Energetiche Rinnovabili, ma una netta bocciatura della declinazione pratica presentata dall’amministrazione. Ghionna ha voluto ricostruire i passaggi politici che hanno portato alla rottura: “Noi abbiamo votato favorevolmente all’avvio della Comunità Energetica perché crediamo nelle opportunità che questo strumento può offrire alle famiglie e al territorio. Già durante il Consiglio Comunale, però, avevamo chiesto maggiore attenzione su Statuto e Regolamento, segnalando alcune anomalie presenti nelle prime bozze. Abbiamo scelto di non bloccare la partenza del progetto, ma oggi, alla luce dei documenti definitivi arrivati in Commissione, quelle preoccupazioni risultano purtroppo confermate”.

La critica si sposta immediatamente sull’assessore del Comune di Rende Cuzzocrea, accusato di aver tradito il mandato originario dell’aula consiliare: “Il Consiglio Comunale aveva dato fiducia a un progetto per ridurre le bollette. Cuzzocrea sta provando a trasformarlo in un progetto per amministrare incarichi, risorse e posizioni di comando“.

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“Incarichi decennali e assenza di tutele sociali”

Analizzando i testi ufficiali arrivati in Commissione, Ghionna evidenzia quella che definisce una distanza siderale tra le aspettative dei cittadini della città d’oltrecampagnano e la reale struttura organizzativa predisposta. La lettura dello Statuto e del Regolamento predisposti da Cuzzocrea ci consegna infatti una realtà molto diversa da quella che ci aspettavamo. Più che una Comunità Energetica pensata per distribuire benefici ai cittadini, emerge una struttura costruita per amministrare nel tempo nomine, incarichi e risorse economiche. Troviamo membri permanenti nel Direttivo, la possibilità di designare ulteriori componenti, incarichi della durata di dieci anni, rinnovi senza limiti e meccanismi che consentono la proroga delle cariche“.

Mentre la crisi economica morde e l’inflazione pesa sui bilanci domestici  – scrive Ghionna – l’impianto burocratico della CER sembrerebbe concentrarsi su aspetti puramente spartitori. “Mentre le famiglie avrebbero bisogno di bollette più leggere, troviamo molta attenzione agli assetti di potere e molto meno agli strumenti che dovrebbero rappresentare il cuore di una Comunità Energetica: il sostegno alle famiglie e la lotta alla povertà energetica“.

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“Manca totalmente il Fondo Sociale Energetico per i più deboli”

Il punto più critico rilevato dal gruppo “Futuro” riguarda la totale assenza di solidarietà e di pilastri assistenziali all’interno del regolamento. Una mancanza che fa crollare la funzione etica della Comunità Energetica: “Non troviamo un vero Fondo Sociale Energetico. Non troviamo quote obbligatorie da destinare ai nuclei familiari in difficoltà. Non troviamo garanzie concrete affinché una parte significativa degli incentivi venga destinata ai cittadini più fragili. Ed è proprio questo il punto politico“.

“Pronti a dare battaglia”: le richieste di modifica del Consigliere Ghionna

Il nodo della questione diventa quindi esclusivamente ideale e programmatico. La minoranza chiede a gran voce di resettare l’impostazione data da Cuzzocrea per rimettere al centro l’interesse pubblico. “Una Comunità Energetica deve nascere per ridurre le bollette e generare benefici sociali, non per costruire strutture destinate a gestire nel tempo nomine, incarichi e risorse. Per questo proporremo modifiche sostanziali a Statuto e Regolamento, chiedendo più trasparenza, più partecipazione e maiores tutele per le famiglie in difficoltà. Siamo favorevoli alle Comunità Energetiche. Proprio per questo siamo contrari a questa impostazione. Una CER deve distribuire benefici alle famiglie, non garantire assetti di potere destinati a durare dieci anni o più“.

L’ultimatum: “Senza modifiche, nessun invito ai cittadini di Rende ad aderire”

La chiusura del consigliere comunale suona come un vero e proprio stop ai lavori se la maggioranza deciderà di tirare dritto senza accogliere gli emendamenti. La minaccia è quella di un boicottaggio politico e informativo che rischierebbe di svuotare la CER dei suoi stessi utenti (i consumatori e produttori), elementi senza i quali la comunità non può fisicamente esistere o incassare gli incentivi statali. “Finché Statuto e Regolamento resteranno quelli proposti da Cuzzocrea, non potremo né votare favorevolmente la loro approvazione né invitare i cittadini di Rende ad aderire a questo progetto. Prima di chiedere fiducia ai cittadini, occorre costruire una Comunità Energetica che metta davvero al centro le famiglie e non gli assetti di potere destinati a gestirla“.

 

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