Area Urbana
Mercato a Rende, Ghionna risponde al “nervosismo” della maggioranza: «decisioni senza confronto»
Il capogruppo di “Futuro” risponde a tono alla replica della maggioranza e denuncia metodo e toni sull’area mercatale: “risposta scomposta e nervosa, manca il dialogo con cittadini e ambulanti”

RENDE – Va avanti il “botta e risposta” sul mercato di Rende, e sulla decisione di spostarlo in via Parigi, osteggiata dalle sigle sindacali. Nelle scorse ore i capigruppo di maggioranza del Consiglio comunale avevano replicato alle parole del consigliere Marco Ghionna. “Più che una replica, quella dei capigruppo di maggioranza appare uno sfogo. Comprensibile, quando si vive in un recinto politico senza molta autonomia”. Inizia così l’affondo di Marco Saverio Ghionna, capogruppo di “Futuro”, che interviene sul dibattito relativo all’area mercatale. Secondo Ghionna, oltre all’assenza di metodo, emergerebbe “anche un certo nervosismo che poco si addice a chi è chiamato a governare”.

Mercato di Rende: il nodo del confronto
L’esponente di opposizione chiarisce il punto centrale della questione: “il tema non è stabilire se lo spostamento del mercato sia giusto o sbagliato. Il tema è capire perché decisioni che incidono su cittadini, operatori economici e interi pezzi di città vengano assunte senza un reale percorso di confronto”. Una critica che, sottolinea Ghionna, non riguarda solo il mercato ma un approccio più ampio alla gestione amministrativa cittadina.
“Il programma non basta”
Ghionna respinge anche l’argomento della maggioranza secondo cui la scelta sarebbe prevista dal programma elettorale: “dire che una scelta era nel programma elettorale non può diventare un alibi per sottrarsi al dialogo. Il mandato elettorale non esaurisce il dovere di ascolto: lo rafforza”. A rafforzare la posizione dell’opposizione, secondo Ghionna, sono le reazioni degli stessi operatori: “non a caso alla replica della maggioranza hanno risposto direttamente gli stessi ambulanti, confermando nei fatti quanto denunciato. La mobilitazione registrata e le posizioni espresse dimostrano chiaramente che quel confronto reale non c’è stato”.

“È evidente come la risposta della maggioranza confermi una carenza di equilibrio, prima ancora che di confronto. Una comunità non si governa imponendo decisioni e reagendo con fastidio al dissenso, ma costruendo condivisione. A Rende se il confronto è ammesso, lo è solo quando coincide. Ma così non si tratta più di dialogo, piuttosto è una visione riduttiva del pluralismo. Altro che socialismo partecipato”. “In una fase delicata per la città servono meno polemiche e più lavoro concreto. I fatti parlano. E non c’è peggior sordo di chi, anche di fronte all’evidenza, continua a non voler ascoltare”.



















Social