Area Urbana
IL SEMINARIO
Rende: “Per una Pedagogia della Speranza”, all’Unical un seminario sull’omelia dell’arcivescovo di Napoli
A Rende il seminario “Per una Pedagogia della Speranza”, promosso dal DiCES dell’Unical con Mario Caligiuri e Giancarlo Costabile

RENDE – Dalle parole dell’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, una riflessione sul valore della speranza come strumento educativo e civile. È questo il tema del seminario “Per una Pedagogia della Speranza“, in programma lunedì 28 settembre alle ore 9.30 nell’Aula Hera, cubo 18/B, secondo piano, dell’Università della Calabria. L’iniziativa è promossa dalla cattedra di Pedagogia della Comunicazione del Dipartimento di Culture, Educazione e Società (DiCES) dell’Unical e prende spunto dall’omelia pronunciata da don Mimmo Battaglia il 19 settembre scorso, in occasione della festa di San Gennaro.

Un testo che diventa il punto di partenza per interrogarsi sul significato della speranza nella società contemporanea e, soprattutto, sul ruolo che l’educazione può svolgere di fronte alle disuguaglianze, alle marginalità e alle diverse forme di sofferenza che attraversano le comunità. Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Maria Mirabelli, direttrice del Dipartimento di Culture, Educazione e Società. La relazione sarà affidata a Mario Caligiuri, docente di Pedagogia della Comunicazione dell’Università della Calabria, mentre il seminario sarà coordinato da Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’Antimafia dell’Ateneo.
Al centro della discussione ci sarà l’idea di una speranza intesa non come semplice attesa o consolazione, ma come capacità di leggere la realtà, comprenderne le criticità e assumersi la responsabilità di contribuire a cambiarla. È in questa prospettiva che la speranza diventa anche una categoria pedagogica e civile. Guerre, povertà, solitudini, disuguaglianze e nuove forme di esclusione pongono infatti interrogativi che riguardano direttamente il mondo dell’educazione e la sua capacità di offrire alle nuove generazioni strumenti per interpretare la complessità.
Educare, in questo senso, significa anche contrastare la rassegnazione e l’indifferenza, favorendo la formazione di cittadini consapevoli, capaci di riconoscere le ingiustizie e di partecipare alla costruzione del bene comune. Il seminario dell’Unical intende così mettere in dialogo pedagogia, dimensione sociale e riflessione ecclesiale, partendo da una parola particolarmente attenta alle condizioni concrete delle persone e dei territori. Al centro anche il tema dei legami comunitari e della necessità di guardare alle periferie e alle situazioni di fragilità come luoghi nei quali costruire nuove forme di partecipazione e inclusione.

All’Unical si discute di Pedagogia della Speranza
“Parlare di una pedagogia come speranza significa rimettere al centro la persona e la sua possibilità di cambiare la realtà – sottolinea Mario Caligiuri –. La speranza, se assunta pedagogicamente, non è fuga dalla realtà, ma capacità di entrarvi dentro, soprattutto nei suoi luoghi più difficili e incerti, per costruire percorsi di consapevolezza”.
“L’educazione – aggiunge Caligiuri – ha il compito di contrastare la rassegnazione e l’indifferenza, formando coscienze critiche capaci di trasformare le ferite dei territori in responsabilità, partecipazione e passione civile”. L’appuntamento di lunedì si propone dunque come uno spazio di confronto tra università, educazione e società, utilizzando l’omelia dell’arcivescovo di Napoli come punto di partenza per una riflessione più ampia sulla speranza e sul ruolo dell’educazione nella trasformazione della realtà.



















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