Area Urbana
Rende, Rendiconto 2025: l’opposizione «astensione responsabile: criticità su opere, servizi e metodo»
Quattro consiglieri comunali d’opposizione dopo il Consiglio comunale: “un’astensione che non è neutrale, ma profondamente responsabile”

RENDE – Astensione “non neutrale” sul Rendiconto 2025 da parte dell’opposizione. Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale di Rende, i consiglieri di mioranza hanno scelto di non votare contro il rendiconto, optando per quella che definiscono una posizione chiara: “un’astensione che non è neutrale, ma profondamente responsabile”. In particolare Marco Saverio Ghionna, Gianluca Garritano, Eugenio Trombino e Stefania Galassi sottolineano come il documento contabile presenti una tenuta formale, ma lasci aperte diverse criticità sostanziali.
Opposizione: «conti in ordine, ma restano le fragilità strutturali»
“Il documento fotografa una situazione che, sul piano formale, regge, ma che sul piano sostanziale lascia ancora troppe questioni aperte: capacità di riscossione da rafforzare, margini finanziari limitati, difficoltà nel tradurre la programmazione in opere e servizi concreti”. Una valutazione che spiega la scelta di non esprimere voto contrario: “non abbiamo ritenuto corretto esprimere un voto contrario su un esercizio che, per larga parte, non appartiene all’attuale amministrazione”. E lo sguardo è già rivolto al futuro: “il 2026 sarà il vero banco di prova”.
Opere pubbliche: il Comune spettatore dei finanziamenti
Secondo i quattro consiglieri dell’opposizione, le principali trasformazioni che interessano il territorio non derivano da una strategia comunale autonoma, ma da risorse esterne. “Le principali opere e opportunità che interessano Rende derivano da finanziamenti e impegni nazionali e regionali — dall’ospedale allo svincolo autostradale, dalle opere complementari della Galleria San Marco fino alla stazione ferroviaria di Settimo — rispetto ai quali il Comune risulta prevalentemente beneficiario, più che soggetto attivo nella costruzione di una strategia autonoma di sviluppo”. Una critica accompagnata da una stoccata politica: la maggioranza, secondo l’opposizione, “prova, puntualmente, ad avocarne i meriti”.
Comunità energetiche: “non una mera operazione economica”
Ampio spazio nel comunicato è dedicato al tema delle Comunità Energetiche, considerate uno strumento strategico ma ancora incompiuto.
“Non è un caso che si sia ritenuto opportuno portare in discussione la sola bozza di atto costitutivo: una scelta che, nei fatti, si è resa necessaria proprio alla luce delle carenze rilevate nello statuto e nel regolamento inizialmente proposti”. I consiglieri insistono sulla funzione sociale della misura: “Una misura che – spiegano dall’opposizione – nasce per contrastare la povertà energetica non può essere trasformata in una mera operazione economica: è necessario orientarla con decisione verso il sostegno delle fasce più deboli”.

Viabilità, commercio e trasporti: disagi ancora senza risposta
Tra i punti più critici evidenziati emergono le difficoltà quotidiane dei cittadini. “Restano inoltre senza risposte chiare questioni centrali per la qualità della vita dei cittadini, a partire da viabilità, trasporti e commercio”. A fronte delle rassicurazioni dell’amministrazione, si registrano “disagi concreti e proteste diffuse: una città che fatica a muoversi, attività economiche che chiedono certezze e scelte condivise”.
“Collaborazione istituzionale” sotto accusa
“La collaborazione non può essere utilizzata a convenienza, invocata quando serve a legittimare le scelte già assunte e ignorata quando si tratta di costruire percorsi condivisi. La collaborazione istituzionale è un metodo, non uno strumento occasionale”.

Valutazione positiva, invece, sul rinvio della discussione relativa al regolamento dei centri di aggregazione. “Bene hanno fatto a rinviare la discussione sul regolamento del funzionamento sui centri di aggregazione, scelta che si è resa necessaria alla luce di una proposta iniziale che presentava evidenti criticità e risultava, nei fatti, non adeguata”. In chiusura, i consiglieri d’opposizione evidenziano una frattura tra comunicazione politica e percezione dei cittadini. “Colpisce, infine, la distanza tra la narrazione ufficiale — spesso improntata all’autocelebrazione — e la percezione reale della città, che chiede ascolto, confronto e soluzioni”.

















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