Area Urbana
LA SEGNALAZIONE
Rende, truffa dello specchietto nella zona di Commenda: «Attenzione a quella Panda rossa»
Il racconto di una madre vittima del raggiro nei pressi dello stadio Lorenzon: «Hanno puntato me e mia figlia, chiedendomi soldi per un danno mai fatto»

RENDE – Torna a ripetersi l’odiosa truffa dello specchietto. Nelle ultime ore, una segnalazione dettagliata arrivata alla nostra redazione, mette in guardia gli automobilisti in transito nella zona tra Roges e Commenda a Rende. La lettrice ha deciso di condividere la sua spiacevole esperienza di ieri pomeriggio e per evitare che altri cittadini possano cadere nella stessa trappola. A metterla in atto, spesso, sono soggetti che fanno credere alle vittime di aver colpito involontariamente uno specchietto della loro auto. Un danno in realtà inesistente visto che lo specchietto è già rotto: i truffatori a quel punto chiedono un risarcimento in contanti evitando il coinvolgimento dell’assicurazione o delle forze dell’ordine.
Truffa dello specchietto: il racconto
Ed è proprio quello che è accaduto ieri pomeriggio. La donna si trovava a bordo della propria auto insieme alla figlia percorrendo via Ciro Menotti, in direzione dei campetti da tennis. Poco dopo l’incrocio con via Silvio Pellico e via Fratelli Bandiera, un rumore sordo ha catturato la loro attenzione. «Pensavamo di aver preso una buca», spiega la donna nella sua lettera, «ma pochissimi istanti dopo è sbucata una Panda rossa che ha iniziato a lampeggiare e suonare il clacson costringendomi ad accostare.
«Dall’auto sono scesi due giovani con tipico accento cosentino. Con un atteggiamento insistente e intimidatorio hanno iniziato a dire che avevo urtato e rotto il loro specchietto e sarei fuggita via senza constatare il presunto danno fatto alla loro auto. La mia prima reazione è stata quella di controllare lo specchietto della mia auto, che era invece intatto e senza alcun graffio. Allora la mia domanda è stata: come posso aver procurato un danno al vostro specchietto se il mio è perfettamente integro?»
“Mi dovete dare 30 euro per il danno”
«Senza sentire ragioni hanno insistito e mi hanno chiesto 30 euro per il danno. Ero sola con mia figlia e mi sono sentita intimorita. Secondo me erano appostati con l’intenzione di mirare donne o persone anziane», confessa la lettrice, che alla fine ha ceduto alla richiesta per potersi allontanare in sicurezza. «Per evitare qualsiasi problema ho dato loro i soldi e sono andata via».
Per evitare di cadere in raggiri simili, il consiglio da parte di carabinieri e polizia è sempre quello di mantenere la calma e seguire le procedure standard previste dal Codice della Strada. Anche a fronte di danni apparentemente minimi, è buona norma gestire la pratica esclusivamente tramite la compagnie assicurative e la compilazione degli appositi moduli (constatazione amichevole) per certificare l’accaduto in modo trasparente. Qualora la controparte mostrasse resistenze e in situazioni ambigue o intimidatorie, la soluzione più sicura è richiedere l’intervento immediato delle Forze dell’Ordine.



















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