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Rende, l’opposizione attacca sui cantieri in via Lenin: «Via la rotatoria per un semaforo, si torna indietro»

Area Urbana

Rende, l’opposizione attacca sui cantieri in via Lenin: «Via la rotatoria per un semaforo, si torna indietro»

Galassi, Ghionna, Trombino, Garritano, Monaco, Totera, Bilotti e Calvelli considerano la scelta della giunta non corretta: mentre in Europa le rotatorie sono considerate soluzione efficace per migliorare la fluidità del traffico e la sicurezza stradale, a Rende, si inverte la marcia

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rotatoria_semaforo

RENDE – “C’è chi guarda all’Europa per innovare e chi, invece, sembra guardare nello specchietto retrovisore. Mentre in molte città si progettano interventi per rendere il traffico più scorrevole e sicuro, a Rende l’amministrazione guidata dal sindaco Sandro Principe sembra aver riscoperto il fascino dei semafori. Una scelta che lascia più di una domanda e che merita spiegazioni”.

Così i consiglieri di opposizione Galassi, Ghionna, Trombino, Garritano, Monaco, Totera, Bilotti e Calvelli commentano la scelta della Giunta di rimuovere la rotatatoria tra Via Lenin, via Papa Giovanni XXIII e via Salvador Allende sostituita da un semaforo.

Ancora una volta esplode lo scontro sulla nuova viabilità decisa dall’amministrazione comunale e stavolta al centro, ci sono i semafori. Dopo la richiesta della sospensione dei lavori da parte del gruppo consiliare GenerAzione, arriva l’attacco dell’opposizione per la scelta della rimozione della rotatoria.

Rende_Via Lenin

Addio alla rotatoria per un semaforo: “A Rende si inverte la marcia”

“Sia chiaro: – aggiungono – l’Europa non obbliga nessuno a costruire rotatorie. Ma è altrettanto vero che, quando le condizioni lo consentono, le rotatorie sono spesso considerate una soluzione efficace per migliorare la fluidità della circolazione e aumentare la sicurezza stradale. A Rende, invece, pare che si sia deciso di invertire la marcia. La domanda è semplice: questa è una scelta supportata da studi sul traffico, da analisi tecniche e da una visione moderna della mobilità urbana oppure è l’ennesimo intervento che rischia di creare disagi senza una chiara prospettiva per i cittadini?” si chiedono i consiglieri.

Su questa vicenda, i consiglieri di opposizione Galassi, Ghionna, Trombino, Garritano, Monaco, Totera, Bilotti e Calvelli sottendono e condividono le medesime perplessità espresse in merito agli interventi sulla viabilità cittadina, ponendo l’attenzione sulla necessità di una maggiore trasparenza, di un confronto istituzionale reale e di una valutazione tecnica approfondita prima di modificare assetti viari che incidono direttamente sulla quotidianità dei cittadini.

Semafori - Rende - incrocio via Lenin via Papa Giovanni XXIII via Salvador Allende 02

I consiglieri chiedono risposte e confronto

“E mentre i cantieri vanno avanti, le risposte restano ferme al rosso. – precisano – Alla nostra formale richiesta di accesso agli atti sulla documentazione progettuale e tecnica degli interventi non è ancora arrivato alcun riscontro. Nessuna spiegazione è giunta dagli assessori Iantorno e Cuzzocrea e, soprattutto, continua il silenzio del sindaco Principe. Un silenzio che stride con i continui richiami al confronto e all’opposizione costruttiva: il confronto, però, non può essere invocato solo a parole, ma deve tradursi nella disponibilità concreta a fornire atti, risposte e chiarimenti quando vengono richiesti”.

“Perché prima ancora di modificare la viabilità di una città, sarebbe opportuno spiegare ai cittadini sulla base di quali studi, valutazioni e criteri tecnici si stanno assumendo determinate decisioni. – chiarisce l’opposizione – I cittadini hanno il diritto di conoscere quali siano gli obiettivi degli interventi e quali benefici concreti si attendano da queste opere. Perché se il risultato sarà quello di aumentare soste, code e tempi di percorrenza, sarà difficile parlare di progresso”.

Per Rende “un futuro fermo al rosso”

“Noi continueremo a svolgere il nostro ruolo di controllo e proposta, insieme ai consiglieri di minoranza che hanno manifestato le medesime esigenze di chiarezza e approfondimento, affinché ogni intervento sia accompagnato da trasparenza, programmazione e buon senso. Rende non ha bisogno di opere che facciano discutere solo per il loro impatto, ma di infrastrutture moderne, funzionali e capaci di migliorare realmente la qualità della vita dei cittadini. – concludono –  Per il momento, però, il messaggio che arriva dai cantieri è piuttosto curioso: mentre il mondo guarda alla mobilità del futuro, a Rende il futuro sembra ancora fermo al rosso. E non soltanto quello del semaforo”.

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