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Resistenza creativa e culturale nel centro storico di Cosenza, non chiamateli luoghi “alternativi”

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Resistenza creativa e culturale nel centro storico di Cosenza, non chiamateli luoghi “alternativi”

Dal Cine-Teatro Universal a Q’Art fino alla Casa delle Culture; spazi che rimettono al centro comunità, cultura e linguaggi alternativi. Non solo eventi, ma visione e impegno: nel cuore antico della città si costruisce un nuovo modello di partecipazione artistica

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centro storico - Cineteatro Universal - Q'Art - Casa delle Culture

COSENZA – Nel centro storico di Cosenza, tra vicoli, palazzi antichi e spazi a lungo abbandonati, esiste una forma di resistenza culturale concreta: palchi recuperati, laboratori, teatri indipendenti e centri polifunzionali che rimettono al centro comunità, arte e partecipazione. Definirli luoghi “alternativi” è comodo, ma sbagliato. Alternativi a cosa? All’omologazione, all’appiattimento dell’offerta culturale, al “solito” e al “già visto e sentito”.

In una città come Cosenza, di media dimensione, dove il panorama dell’intrattenimento è spesso dominato da locali che “fanno ballare” – discoteche, pub e bar con proposte stilisticamente simili – chi comunica qualcosa di diverso, viene valutato più per “quanta gente porta” che per la qualità di ciò che propone. Si tende a fare un uso commerciale dell’artista che lascia poco spazio alla sperimentazione e alla ricerca. Per molti musicisti, attori, pittori e fotografi, tutto questo crea un vuoto. Perchè non basta ‘consumare’ eventi: si vuole partecipare, dialogare, vivere un rapporto intimo tra chi propone arte e chi la scopre e la apprezza.

La carenza di spazi culturali polivalenti – teatri, sale prova, laboratori, luoghi espositivi – limita la nascita di vere comunità artistiche capaci di comunicare tra loro e con il pubblico. Eppure, nel cuore antico della città, qualcosa si muove. Tre esperienze diverse ma complementari – il Cine-Teatro Universal, Q’Art e la Casa delle Culture – dimostrano che un altro modello è possibile.

Il centro storico: da periferia a laboratorio culturale

La città vecchia, luogo di straordinario fascino e bellezza, è stata spesso raccontata come marginale ed emarginata, quasi una periferia. Eppure proprio qui, dove per anni hanno prevalso degrado e rassegnazione, l’arte sta tentando di diventare presidio, comunità e prospettiva di futuro. In meno di qualche anno, tra macerie e immobili dimenticati, sono nati spazi che non si limitano ad ospitare eventi, ma costruiscono relazioni e visione. Non semplici contenitori, ma luoghi in cui l’arte è viva, accessibile e inclusiva.

Cine-Teatro Universal: yoga, teatro e stampa come pratica di rinascita

A pochi passi dalla Chiesa di San Francesco d’Assisi, nel quartiere omonimo, fino al 2021 c’era uno stabile abbandonato. Polvere, calcinacci e silenzio. Oggi quello spazio è diventato un piccolo teatro da 63 posti tra platea e soppalco, con palco e schermo, dove si alternano teatro, cinema, musica, stand-up comedy, poesia e semplici momenti di incontro. Il percorso nasce nel 2013 dall’esperienza di Lorenzo Aristodemo che, dopo aver scoperto lo yoga in Portogallo durante l’Erasmus, fonda Il Giardino di Shiva, in un quartiere considerato “scomodo”. All’inizio passare con un tappetino sotto il braccio sembrava quasi un gesto eccentrico, fuori luogo. Col tempo, però, il centro è diventato punto di riferimento per tante persone, da Cosenza a Rende e oltre.

centro storico - Cineteatro Universal

Da quella esperienza è nata una raccolta fondi che ha permesso a un gruppo di giovani di acquistare e ristrutturare una casa abbandonata a cento metri dalla scuola di yoga. Ognuno ha messo a disposizione le proprie competenze: pittura, falegnameria, impianti elettrici. Così è nato il Cine-Teatro Universal, arredato anche con materiali di recupero. Accanto al teatro, trova spazio la Stamperia Senza Pressa: un laboratorio artigianale che utilizza ancora lettere mobili e vecchi banchi tipografici recuperati da tipografie dismesse. Qui si stampano locandine, calendari e materiali per le attività culturali. I laboratori affascinano soprattutto bambini e ragazzi, abituati al digitale, che scoprono la magia concreta dell’inchiostro e della stampa manuale. Quella che sembrava un’utopia si è trasformata in una scelta di vita: alcuni giovani hanno deciso di trasferirsi nel quartiere, acquistare casa e restare, invertendo la narrazione dell’abbandono.

Q’Art: il teatro come coscienza collettiva

Ai piedi del Castello Svevo, nel quartiere Portapiana, si trova Q’Art – Quartieri a teatro. Uno spazio raccolto, intimo, arredato in stile vintage, nato nel 2013 con l’obiettivo di portare la cultura fuori dai recinti elitari. Ada Di Leone è una dolce e premurosa “padrona di casa”. Un’attrice di teatro che crede fortemente nel progetto Q’Art. Non è solo produzione teatrale, ma formazione, inclusione e dialogo. L’interrogativo da cui parte è semplice e radicale: cos’è la cultura? Per il collettivo non è privilegio di pochi, né si esaurisce nella solennità delle performance. Non è soltanto Dante, Tolstoj, Hemingway o Sartre. È il vissuto delle persone, l’esperienza condivisa, il patrimonio intellettuale e morale di ciascuno. L’espressione nelle sue varie forme e sfumature: dal teatro alla musica.

centro storico QArt

Il calendario 2026 abbraccia musica, cabaret e diverse espressioni artistiche, con l’idea che il teatro possa essere ancora strumento di consapevolezza collettiva e non mero intrattenimento. Chiudersi in un guscio, parlare solo tra simili, significherebbe non incidere nel sociale. Q’Art sceglie invece di dare voce, di costruire inclusione, di incidere con l’arte nel tessuto urbano. Si sta insieme, si ascolta, si assiste e poi ci si ritrova a bere qualcosa insieme, tra un boccone, un commento, un sorriso. Le serate scorrono piacevolmente in un luogo accogliente e ricco di energia.

calendario Q Art centro storico

Casa delle Culture: l’Agorà del centro storico

Il terzo presidio nel cuore del centro storico di Cosenza è la Casa delle Culture, ex municipio di proprietà comunale, riaperta nell’aprile 2024 dopo un’importante ristrutturazione e affidata alla cooperativa ‘Teatro in Note’ guidata da Vera Segreti, una donna talentuosa, coraggiosa e determinata. Con il progetto “Agorà”, la struttura è diventata un polo polifunzionale: laboratori teatrali, concerti, festival di poesia, rassegne cinematografiche, incontri e convegni. Teatro in Note, è una realtà attiva da 30 anni sul territorio ed è promotrice del festival “Corti Cosenza”, porta in Casa delle Culture iniziative come il festival della filosofia “Diàlogos”, “Calabria in fabula”, il festival di cinema contemporaneo “L’Altra visione” e il festival della poesia in programma a marzo.

centro storico Casa delle Culture

L’obiettivo, anche in questo caso, è di rendere la cultura parte integrante della vita quotidiana, riportare giovani e cittadini nel centro storico e creare legami attraverso linguaggi diversi. Concerti, mostre d’arte e fotografia diventano strumenti per aprire dialoghi e rafforzare il senso di comunità, con la convinzione che l’arte abbia un reale potere di cambiamento.

Micromondi controcorrente

Questi tre spazi non sono semplicemente luoghi dove si organizzano eventi. Sono presìdi culturali. In una città dove l’offerta rischia l’omologazione, rappresentano una scelta controcorrente: investire nel centro storico, scommettere sulla qualità, creare alternative reali. La loro forza sta nella dimensione raccolta, nella relazione diretta tra artisti e pubblico, nella possibilità di sperimentare senza inseguire esclusivamente logiche commerciali.

La loro fragilità sta nella fatica quotidiana di sostenersi economicamente e di mantenere viva la partecipazione in un luogo difficile anche in termini di accessibilità. Ma è proprio tra un palco recuperato, una prova teatrale fino a sera, una locandina stampata a mano e un laboratorio aperto a ragazzi e bambini che prende forma una resistenza culturale autentica. Non uno slogan, ma una pratica quotidiana che, nel centro storico di Cosenza costruisce, passo dopo passo, un nuovo modello di partecipazione artistica.

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