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Revocati i domiciliari per Stasi, la Gip «le dichiarazioni degli indagati minano la gravità indiziaria»

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Revocati i domiciliari per Stasi, la Gip «le dichiarazioni degli indagati minano la gravità indiziaria»

La Gip di Catanzaro ha disposto la revoca della misura cautelare per il sindaco di Corigliano-Rossano e Vincenzo Curia, ordinando anche la scarcerazione di Annibale Matalone

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Gip Stasi

CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Ieri la revoca della misura cautelare, da parte del Gip di Catanzaro per il sindaco Flavio Stasi, Vincenzo Curia e Annibale Matalone. Le dichiarazioni rese dagli indagati durante gli interrogatori hanno fatto emergere elementi tali da mettere in discussione l’impianto accusatorio. È quanto emerge dalle motivazioni della decisione con cui la Gip del Tribunale di Catanzaro, Fabiana Giacchetti, ha revocato gli arresti domiciliari al sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, e a Vincenzo Curia, disponendo inoltre la scarcerazione di Annibale Matalone.

Stasi, le motivazioni della Gip

Il provvedimento riguarda l’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e relativa alle cosche operanti nei territori di Cassano allo Ionio e Corigliano-Rossano. Al centro delle contestazioni, l’ipotesi di scambio elettorale politico-mafioso che coinvolgeva il primo cittadino. Nelle motivazioni, la Gip scrive che «I dati esposti nell’ordinanza a fondamento della gravità indiziaria vanno rivisitati alla luce di quanto dichiarato nel corso degli interrogatori» dagli indagati. Dichiarazioni che, secondo la giudice, «creano un vulnus all’interno delle indagini, ponendo un dubbio sulla correttezza dell’impostazione accusatoria, minando la gravità indiziaria».

Flavio Stasi_interrogatorio gip

Le versioni di Curia e Stasi

Secondo l’ipotesi investigativa, Stasi, attraverso Curia, avrebbe cercato di ottenere il sostegno elettorale di Matalone, ritenuto dagli inquirenti vicino alla cosca di Rossano. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, Curia avrebbe però fornito una ricostruzione differente, dichiarandosi «simpatizzante per quanto riguarda la candidatura di Stasi». L’uomo ha riferito di essersi rivolto a Matalone per procurare un voto al sindaco, precisando tuttavia di non aver ricevuto alcuna sollecitazione in tal senso da parte del primo cittadino. Ha inoltre ammesso di aver millantato nei confronti di Matalone una vicinanza politica e personale con Stasi che, in realtà, non avrebbe mai avuto.

Anche il sindaco, ascoltato dalla Gip, ha negato qualsiasi rapporto con Matalone: ha dichiarato «di non conoscere assolutamente Matalone» e di avere con Curia soltanto contatti occasionali, legati alla sua attività lavorativa presso un’impresa di onoranze funebri della città e a questioni burocratiche.

stasi gip

La telefonata e la revoca delle misure

Un ulteriore elemento esaminato dalla giudice riguarda una telefonata tra Curia e Matalone, che sarebbe avvenuta dopo che il primo aveva accompagnato Stasi presso la segreteria politica. Il sindaco ha riferito di non poter escludere di aver condiviso l’automobile con Curia in quella giornata, circostanza verificatasi una o due volte, ma ha escluso di essere stato presente alla conversazione telefonica tra gli altri due indagati.

Proprio le dichiarazioni rese durante gli interrogatori e gli elementi emersi dalle rispettive ricostruzioni hanno portato la Gip a ritenere giustificata la revoca degli arresti domiciliari per Stasi e Curia e la scarcerazione di Matalone. La decisione interviene dunque sul quadro indiziario alla base delle misure cautelari, senza rappresentare una pronuncia definitiva sulle responsabilità degli indagati.

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