Tirreno
Riapre l’Arcomagno, Italia Nostra Alto Tirreno Cosentino «criticità irrisolte e lavori in corso»
Italia Nostra denuncia criticità irrisolte sul sitodell’Arcomagno a San Nicola Arcella. Nonostante i lavori in corso, il rischio resta elevato

SAN NICOLA ARCELLA (CS) – Torna al centro dell’attenzione il tema della sicurezza all’Arcomagno, uno dei luoghi più visitati della Calabria e Italia Nostra – Sezione Alto Tirreno Cosentino, chiede verifiche definitive e interventi concreti per garantire l’incolumità dei visitatori.
Arcomagno riapre domani, Italia Nostra «lavori in corso ma risorse limitate»
Attualmente sono in corso lavori di mitigazione del rischio frane e caduta massi lungo il sentiero di accesso, per un importo finanziato di 400 mila euro. “Il progetto esecutivo – spiega Italia Nostra è stato affidato all’ingegnere Salvatore Francesco Adduci il 25 settembre 2025 e acquisito dal Comune il 1° ottobre dello stesso anno”. Tuttavia, secondo quanto evidenziato, questi interventi rappresentano “solo una parte minima delle opere necessarie: il fabbisogno complessivo per la messa in sicurezza ammonterebbe infatti a oltre 4,2 milioni di euro, come previsto dal progetto approvato dalla Giunta comunale nel 2024”.

Un problema mai risolto
“La sicurezza all’Arcomagno è questione antica mai risolta”, sottolinea l’associazione, evidenziando come oggi non sia più possibile rinviare.
Il dato che preoccupa è anche l’elevato numero di visitatori: nel 2025 si sono registrati circa 95 mila ingressi a pagamento, in gran parte minori.

Una svolta arriva dall’Ente per i Parchi Marini Regionali, che gestisce il sito, ora incluso nel Parco Marino Riviera dei Cedri. Con un provvedimento recente, l’ente ha diffidato il Comune di San Nicola Arcella, la Regione Calabria e l’Autorità di Bacino ad effettuare entro 60 giorni verifiche tecniche puntuali sulle misure di salvaguardia. Nel documento si chiede anche di adottare interventi di messa in sicurezza o, qualora il rischio non sia mitigabile, di inibire l’accesso all’area.
Italia Nostra ribadisce di aver sollevato da tempo il problema insieme ad altre associazioni, denunciando una situazione in cui “non si può accedere con la speranza che nulla accada. Basta sottovalutazioni e comportamenti non responsabili”.




















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