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Richiamo dei medici in pensione in Calabria, Ciacco: «Una legge inutile e senza valore giuridico»

Area Urbana

Richiamo dei medici in pensione in Calabria, Ciacco: «Una legge inutile e senza valore giuridico»

Secondo il consigliere comunale e provinciale di Cosenza, l’opposizione ha commesso un grave errore votando a favore del provvedimento voluto dal presidente Occhiuto

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Giuseppe Ciacco

COSENZA – Il richiamo dei medici in pensione in servizio, approvato venerdì scorso dal Consiglio regionale della Calabria, si rivela – secondo Giuseppe Ciacco – un provvedimento inutile, illegittimo e puramente propagandistico. Una legge che, nei fatti, non risolve la crisi strutturale della sanità calabrese e che rischia di trasformarsi in uno “specchietto per le allodole”.

Nel merito, Ciacco evidenzia un punto centrale: il Consiglio regionale non ha oggi alcuna competenza in materia sanitaria, poiché la gestione e la potestà legislativa spettano esclusivamente al Commissario ad acta. Di conseguenza, il provvedimento sul richiamo dei medici in quiescenza sarebbe viziato alla radice, poiché emanato da un organo privo di titolarità funzionale. A questo si aggiungono fondati profili di illegittimità finanziaria. La norma comporta infatti un aumento di spesa, espressamente vietato dal piano di rientro sanitario tuttora in vigore in Calabria.

Richiamo dei medici in pensione: provvedimento superfluo 

Secondo Ciacco, la legge regionale è anche del tutto superflua, poiché riproduce una misura già prevista a livello nazionale. La stessa possibilità di richiamare medici in pensione, infatti, è destinata a entrare in vigore nei prossimi giorni tramite un emendamento al decreto “Milleproroghe”, prossimo alla conversione in legge. Un doppione normativo che conferma, a suo giudizio, la natura puramente propagandistica dell’operazione politica messa in campo dal presidente Roberto Occhiuto e sostenuta, erroneamente, anche dalle forze di opposizione.

La crisi della sanità in Calabria resta irrisolta

Il richiamo dei medici pensionati e i bandi per il reclutamento di personale sanitario all’estero non affrontano le vere cause della crisi. In Calabria i medici non arrivano o non restano perché mancano condizioni di lavoro dignitose, denuncia Ciacco. Le criticità sono strutturali: aziende sanitarie e ospedaliere segnate da favoritismi e amichettismo, carenze tecnologiche e strumentali legate a intrecci clientelari, una rete di emergenza-urgenza inefficiente, pronto soccorso al collasso, paragonati a “bolge dantesche”.

«Armi di distrazione di massa»

In questo contesto, il richiamo dei pensionati – che rischiano di essere sottoposti a un carico di lavoro usurante – e gli incentivi economici vengono definiti “armi di distrazione di massa”, utili solo a gettare fumo negli occhi dell’opinione pubblica. Per Ciacco, il voto favorevole espresso in Consiglio regionale rappresenta un grave errore politico: ha offerto copertura a un’operazione folcloristica e propagandistica, senza alcun impatto reale sul miglioramento della sanità calabrese.

 

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