Area Urbana
nervi tesi
Cosenza: l’ex assessore Pina Incarnato all’attacco: «La mia revoca? Una ritorsione. Torto alla città, non solo a me»
L’ex assessora contesta il rimpasto di Franz Caruso e rivendica i risultati sull’urbanistica: «Scelta incomprensibile e senza confronto, il PSI aveva chiesto di non procedere. È una ritorsione che colpisce la città, ma il mio impegno non finisce qui»

COSENZA – Si è tenuta questa mattina, presso l’Italiana Hotels di Cosenza, la conferenza stampa dell’ex assessore comunale all’urbanistica Pina Incarnato, all’indomani del rimpasto di giunta deciso dal sindaco Franz Caruso, annunciato ufficialmente la scorsa settimana. Un incarico che si conclude dopo 4 anni ma che, come aveva già sottolineato in un video la stessa Incarnato, lascia in eredità un lavoro amministrativo definito “virtuoso”, soprattutto sui temi dell’urbanistica e della rigenerazione urbana, con interventi simbolo come quello nei quartieri San Vito–Serraspiga.
La revoca dell’ex assessora del PSI arriva al termine di oltre 1.500 giorni di impegno amministrativo, un percorso che Incarnato ha voluto ricostruire con puntualità, evidenziando quella che considera una decisione incomprensibile sul piano politico e istituzionale. A partecipare alla conferenza anche Antonello Costanzo e il consigliere DEM Francesco Alimena, entrambi fatti fuori nel rimpasto perdendo le rispettive deleghe. «Si è consumato un atto grave rispetto alle scelte fatte. Aver rimosso me, Francesco Alimena e Antonello Costanzo – ha evidenziato la Incarnato – significa decidere di tagliare fuori chi ha portato risultati e decidere di accomodarsi con chi dice sempre si senza produrre risultati».
PSI contrari alla revoca, dubbi sul futuro sostegno a Caruso
Secondo l’ex assessore, lo spartiacque individuato dal sindaco nel 19 gennaio, data indicata come momento di rottura politica, non troverebbe riscontro nei fatti: «il gruppo socialista era infatti presente e ha votato il bilancio comunale il 30 gennaio, contribuendo alla sua approvazione. Non comprendo perché il 19 debba pesare più del 30, giorno in cui il bilancio è stato approvato. Chi amministra un Comune capoluogo dovrebbe mantenere sempre una barra alta, orientata alla politica dei principi, non alle ritorsioni».
Un punto centrale dell’intervento ha riguardato il Partito Socialista Italiano che, come ricordato dalla Incarnato, si era espresso in modo netto contro la sua rimozione. Dalla direzione provinciale fino alla segreteria nazionale, il PSI avrebbe chiesto al sindaco di soprassedere, giudicando «incomprensibile il metodo» e la rimozione di un’amministratrice che aveva portato risultati coerenti con i valori socialisti.
“Si tratta di una ritorsione”
Sul piano umano e politico, la Incarnato non nasconde l’amarezza per le modalità della decisione: la revoca le sarebbe stata comunicata freddamente durante la conferenza stampa, senza alcuna telefonata o richiesta di confronto preventivo da parte del sindaco Caruso. «Si tratta di una ritorsione – tuona – le interpretazioni possono essere tantissime perché non è stata una scelta motivata. Amministrare è una cosa seria – ha affermato – e i sentimenti personali devono restare fuori dalle scelte che riguardano la città». La revoca rappresenta «un torto non solo alla persona, ma alla città», che vede interrompersi una continuità amministrativa ritenuta ancora necessaria, soprattutto nell’ultimo anno di mandato.
La delega all’Urbanistica è stata trattenuta dal sindaco Caruso, insieme ad altre deleghe strategiche. Una scelta che, ribadisce Incarnato «non è stata né motivata né giustificata, lasciando spazio a molte interpretazioni. L’assessorato all’Urbanistica resta uno dei più appetibili, ma avverte sarà difficile tornare indietro rispetto ai metodi impostati in questi quattro anni».

I nervi tesi con il PSI e il nodo della Provincia
Sul piano politico più ampio, la vicenda si inserisce in una fase delicata per il centrosinistra cosentino: le prossime elezioni comunali, il nodo della Provincia e i rapporti sempre più tesi tra il sindaco Caruso e il PSI. «il sindaco ha dichiarato che la casella socialista è stata occupata da Raffaele Fuorivia, ma ricordo a tutti che è stato eletto nella lista del primo cittadino». Incarnato ricorda come non sia mai stato aperto un tavolo unitario sul futuro dell’ente provinciale e come il sindaco non abbia mai partecipato alle riunioni socialiste per chiarire la propria posizione anche dopo aver dichiarato di volersi ricandidare a sindaco il prossimo anno.
Ad oggi, le motivazioni politiche che hanno portato a questa rottura restano poco chiare e non sono state esplicitate in modo compiuto. Una scelta che lascia aperti interrogativi non solo sul piano amministrativo, ma anche sugli equilibri politici della maggioranza. In casa PSI il clima appare complesso e tutt’altro che lineare, anche alla luce della storia politica dello stesso Franz Caruso, che più volte nel corso della sua carriera si è dichiarato socialista.

Il futuro di Pina Incarnato
Quanto al futuro, l’ex assessore chiarisce che il suo impegno per Cosenza non finisce qui. L’esperienza maturata in questi anni le ha permesso di comprendere a fondo le esigenze dei cittadini e le criticità della città con un lavoro fatto che si sente tatuato sulla pelle «ho amministrato Cosenza e sento questo lavoro sulla pelle e il mio impegno non si ferma qui. Quello che è successo è un atto violento perpetrato nei confronti di un metodo non solo della persona».
E un passaggio della conferenza si è incentrato anche sulla sua candidatura alle scorse elezioni regionali «la mia candidatura al consiglio regionale di un membro del Psi penso fosse naturale. Il sindaco Caruso aveva pensato alla candidatura a governatore».


















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