Italia
Rinnovo carta d’identità e donazione degli organi: quasi la metà degli italiani non sa del consenso
Il 40% decide sulla donazione degli organi allo sportello senza saperlo. Metà dei cittadini sceglie all’ultimo momento, spesso influenzata dall’effetto sorpresa al rinnovo della carta d’identità

ROMA – Poca consapevolezza sulla donazione degli organi all’atto del rinnovo della carta d’identità. Quasi il 40% di chi rinnova il documento scopre solo allo sportello del Comune, la possibilità di esprimere la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti. È quanto emerge da un’indagine realizzata da Noto Sondaggi per il Centro nazionale trapianti, che evidenzia un forte peso dell’effetto sorpresa su una decisione che richiederebbe maggiore consapevolezza.
Donazione si o no? Decisioni spesso prese all’ultimo minuto
Secondo lo studio, 1 cittadino su 2 decide direttamente allo sportello cosa dichiarare. Le scelte effettuate in quel momento risultano le più instabili: il 58% di chi rifiuta la donazione lo decide proprio davanti all’impiegato comunale, così come quasi l’80% di chi si astiene.

I numeri delle dichiarazioni in Italia
Le dichiarazioni di volontà totali registrate in Italia, aggiornate al 15 aprile 2026, sono 26.655.989. Nei Comuni, su oltre 24 milioni di dichiarazioni, il 65,7% ha espresso consenso alla donazione, mentre il 34,3% si è opposto. Considerando anche Asl e Aido, i consensi salgono al 67,9%, con opposizioni al 32,1%.
Nel primo trimestre 2026, su 2.618.710 carte d’identità elettroniche emesse a maggiorenni, sono state registrate 1.624.709 dichiarazioni di volontà. Il 61,1% ha dato il consenso, mentre il 38,9% si è opposto o non si è espresso. Nel 2025, invece, su oltre 6,3 milioni di Cie, i consensi si sono fermati al 59,9%, con opposizioni al 40,1%.

L’appello degli esperti
“Abbiamo capito che circa il 40% dei cittadini che si presentano allo sportello non sa che quella è un’occasione in cui si potrà ricevere la domanda rispetto alla volontà di donazione degli organi e dei tessuti”, ha spiegato Giuseppe Feltrin, direttore del Centro nazionale trapianti.
“Non sa quindi che questo è un diritto e che è possibile esprimersi in quel momento. È probabile, inoltre, che i cittadini non sappiano di avere la possibilità di cambiare la loro volontà in qualsiasi momento”. L’indagine evidenzia dunque la necessità di rafforzare la comunicazione pubblica su un tema delicato come la donazione di organi che rappresenta un gesto in grado di salvare vite, ma che spesso viene deciso senza adeguata informazione o consapevolezza preventiva.

















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