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Sanità
Polo sanitario di Serra Spiga a rischio chiusura: l’Asp avrebbe individuato già un’altra struttura?
Polo sanitario di Serra Spiga. I nuovi proprietari dell’immobile, legati alla sanità privata, potrebbero destinarlo ad altro uso

COSENZA – Nuove indiscrezioni emergono sul futuro del polo sanitario di Serra Spiga, struttura che rischia la chiusura a seguito di uno sfratto esecutivo notificato all’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. Secondo quanto trapela, i nuovi proprietari dell’immobile sarebbero riconducibili a un importante gruppo imprenditoriale cosentino operante nel settore della sanità privata. Il provvedimento, tuttavia, non sarebbe legato a inadempienze da parte dell’Asp di Cosenza, che da anni paga regolarmente il canone di locazione.

Alla base della decisione ci sarebbe invece la volontà della nuova proprietà di destinare l’intera struttura a un diverso utilizzo. Considerato il settore in cui opera il gruppo che avrebbe acquisito l’immobile, è facile intuire che la destinazione futura resti comunque legata all’ambito sanitario ma con altro indirizzo. La vicenda riaccende anche il dibattito sulla gestione delle risorse pubbliche, perchè negli anni l’Asp, invece di spese “considerate” superflue, come l’acquisto di auto di lusso per la direzione generale, avrebbero potuto pensare di acquistare direttamente l’immobile, evitando così l’attuale situazione di incertezza.

Il polo sanitario, riferimento per utenti provenienti da tutta la provincia
Nel frattempo l’Asp avrebbe (il condizionale è d’obbligo) individuato una possibile soluzione alternativa, con il trasferimento dei servizi in un immobile situato nel comune di Mendicino. Una proposta che però non convince, soprattutto per ragioni logistiche. La struttura di Serra Spiga, infatti, rappresenta da anni un punto di riferimento per pazienti e utenti provenienti da tutta la provincia di Cosenza, mentre la nuova sede individuata sarebbe raggiungibile con più difficoltà. Questa mattina, ad ogni modo, è prevista una riunione per cercare di trovare una soluzione, mentre il futuro del polo sanitario resta incerto e cresce l’attenzione sulle possibili ripercussioni soprattutto per i pazienti e gli utenti.




















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