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Rischio suicidio, cresce la sofferenza psichica tra i giovani: quali sono i campanelli d’allarme

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Rischio suicidio, cresce la sofferenza psichica tra i giovani: quali sono i campanelli d’allarme

Rischio suicidio: il 53% delle richieste di aiuto ricevute lo scorso anno da Telefono Amico Italia è arrivato da persone con meno di 35 anni. Gli esperti invitano a non sottovalutare i primi segnali di disagio

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ROMA  – Cresce la quota di giovani che chiedono supporto a Telefono Amico, il servizio per il supporto alle persone in stato di disagio emozionale e potenzialmente a rischio di suicidio. Lo scorso anno il 53% delle richieste di aiuto è arrivato da persone con meno di 35 anni. Lo rende noto Telefono Amico Italia, che pone l’accento sull’importanza di cogliere precocemente i segnali di disagio.

Rischio suicidio: “Chiaro aumento di sofferenza psichica”

“Negli ultimi 5 anni stiamo assistendo, tra i giovani, ad un chiaro aumento di manifestazioni di sofferenza psichica correlate alla suicidalità, come disregolazione emotiva, ansia, depressione, autolesionismo, ideazione suicidaria con o senza tentato suicidio e accessi ai servizi”, spiega in una nota la neuropsichiatra Michela Gatta.

“Nelle strutture specialistiche gli accessi per ideazione suicidaria, autolesionismo e tentativi di suicidio sono in aumento, fino a diventare una delle cause più frequenti di urgenza-emergenza in neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza”. Lasciata alle spalle l’esperienza traumatica della pandemia, oggi a pesare di più sul benessere psichico dei giovani sono l’isolamento, la solitudine, i conflitti familiari, la fragilità emotiva, ma anche un uso poco sano dei social, la pressione a dare sempre il massimo oltre che il bullismo.

“La prevenzione più efficace consiste nell’intercettare presto il malessere dei giovani”, dice ancora Gatta. I segnali di allarme a cui prestare attenzione sono soprattutto “i cambiamenti evidenti e persistenti sul piano emotivo comportamentale e sociorelazionale”, aggiunge.

Un calo ingiustificato del rendimento a scuola, la comparsa di irritabilità o tristezza marcate, la perdita di interessi sono segni da non trascurare. Attenzione anche se il ragazzo comincia a dare giudizi negativi su se stesso, tende a isolarsi o a infliggersi lesioni, se dona o mette in ordine improvvisamente oggetti personali, inizia ad abusare di alcol o sostanze o fa riferimenti alla morte come soluzione. “Per genitori, insegnanti e coetanei il punto chiave è prendere sul serio ogni cambiamento improvviso, anche quando il ragazzo o la ragazza minimizzano”, conclude l’esperta.

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