Area Urbana
Cosenza: Rita Pisano, la “sindachessa” che continua a camminare tra noi
A Cosenza la presentazione del volume “Rita” diventa memoria viva e collettiva. Rita Pisano è stata protagonista della vita politica e sociale calabrese del Novecento

di Gianfranco Forlino
COSENZA – La presentazione del volume “Rita”, svoltasi il 13 aprile nel salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi a Cosenza, non è stata una semplice occasione editoriale, ma un autentico momento di restituzione collettiva, un racconto vivo che ha riportato tra noi la figura di Rita Pisano, protagonista della vita politica e sociale calabrese del Novecento.
Il volume che racconta Rita Pisano
Dirigente di partito, sindaca, sempre in prima linea nelle lotte per l’emancipazione femminile, la giustizia sociale e lo sviluppo dei territori interni, ha esercitato una leadership autonoma e spesso controcorrente anche rispetto al suo stesso partito. Una “donna in cammino” il cui esempio continua a interrogare con forza il presente.
Il libro, nato dalla collaborazione tra Assunta Morrone e Rosalba Baldino per la casa editrice Le Pecore Nere, diretta da Maria Pina Iannuzzi, si configura come un’opera polifonica, impreziosita dalle illustrazioni di Tiziana Tosi e dalle musiche del maestro Massimo Belmonte. Un progetto costruito attraverso quattro linguaggi: parola narrativa, rigore storico, immagini e musica, sottolinea Assunta Morrone, un testo nato per offrire, soprattutto ai giovani, riferimenti solidi e concreti in un’epoca segnata da modelli effimeri. Una scelta ben ragionata che mira a rendere la storia di Rita, donna “affamata di Futuro”, accessibile a tutti.
C’è l’urgenza di raccontare una storia di resistenza e di “disobbedienza necessaria”, capace di riportare i valori dentro le istituzioni, di attraversare anche momenti difficili senza mai rinunciare alla propria identità, spiega Maria Pina Iannuzzi de Le Pecore Nere, casa editrice “fuori dal coro”, una “pecora nera” proprio come Rita, sottolinea l’editrice.
Durante l’incontro, moderato da Antonietta Cozza, consigliera comunale di Cosenza con delega alla Cultura, alla presenza del sindaco di Cosenza, Franz Caruso, e della sindaca di Casali del Manco, Francesca Pisani, la narrazione si è arricchita di episodi e testimonianze capaci di restituire tutta la complessità umana della “sindachessa”. È emersa una figura ribelle e profondamente empatica, capace di unire rigore morale e straordinaria vicinanza agli ultimi.

Rita irrompeva nei campi per strappare i bambini al lavoro e condurli a scuola – spiega Rosalba Baldino – innescando un processo di alfabetizzazione che coinvolgeva anche le madri. La stessa tensione verso la dignità del lavoro emerge nella battaglia per le raccoglitrici di castagne del Savuto, ancora pagate in natura, che grazie alla sua azione conquistarono condizioni più giuste. Era una militanza che nasceva dal basso, dalla terra, dal contatto diretto con le ingiustizie quotidiane.
Amministratrice coraggiosa
Molti gli episodi emblematici ricordati, che raccontano una donna capace di incrinare le rigidità del potere patriarcale in un’epoca segnata da protocolli e gerarchie invalicabili; Rita Pisano non si limitava ad amministrare, attraversava fisicamente e simbolicamente il suo territorio, incarnando una politica fatta di presenza, ascolto e coraggio; la sua voce superò i confini locali quando, poco più che ventenne, partecipò al Congresso mondiale della Pace a Parigi, presentandosi come contadina, si narra persino a piedi scalzi, per denunciare al mondo le condizioni dei contadini calabresi.
Tra gli interventi più intensi, quello del figlio Giuseppe Giudiceandrea, che ha intrecciato memoria privata e valore pubblico, restituendo l’immagine di una madre prima ancora che di una personalità pubblica. Nel suo racconto affiorano dettagli sensoriali, come il profumo della Cera di Cupra, il rossetto della domenica, mescolati all’odore del tabacco e della pasta fatta in casa, che delineano una donna capace di unire passione politica e cura familiare, richiamando anche con forza alcune scelte simboliche della madre, come la rivendicazione del termine “sindachessa”, per “santificare la differenza” e affermare il ruolo femminile nelle istituzioni.

Nel suo intervento emerge anche il riconoscimento del ruolo della famiglia, la rete di donne che sostenne Rita nella gestione domestica e, soprattutto, la figura del padre, Giovanbattista Giudiceandrea, uomo di grande spessore culturale che le rimase sempre accanto restando “un metro indietro”.
Il ritratto che ne deriva è quello di una donna che non si è mai fatta calpestare i piedi e che, a quarant’anni dalla sua scomparsa, continua a essere amata da migliaia di persone; Rita Pisano resta una figura che non si lascia confinare nella memoria storica, continua a parlarci, a interrogarci, a chiederci da che parte vogliamo stare. Oggi lo fa anche attraverso “Rita”, un libro che non solo merita di essere letto, ascoltato e sfogliato nelle sue illustrazioni, ma che impone quasi il dovere di essere raccontato, discusso e portato all’attenzione di tutti, perché è proprio nel confronto e nella condivisione che questa storia meravigliosa continuerà a vivere.


















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