Cronaca
fine delle ricerche
Ritrovato nel Cosentino il relitto dell’ultraleggero scomparso. Morti Carlo Arnulfo e Angela Buccico
Individuato in località Laghicello, tra Fuscaldo e San benedetto Ullano, il relitto dell’ultraleggero scomparso domenica mattina. Morti i due occupanti: il pilota Carlo Arnulfo, 64 anni di Roma e Angela Buccico, 55 anni di Matera

COSENZA – È stato individuato nel territorio di Fuscaldo, sul Tirreno Cosentino il relitto dell‘ultraleggero scomparso domenica mattina sul Tirreno Cosentino. Morti i due occupanti, entrambi avvocati: il pilota Carlo Arnulfo, 64 anni di Roma e Angela Buccico, 55 anni, di Matera. La donna è figlia di Emilio Nicola Buccico, ex sindaco della città dei sassi dal 2007 al 2009 e sorella dell’attuale vicesindaco Rocco. A confermare le voci che circolavano da stamani, il sindaco di Fuscaldo Giacomo Middea. Il velivolo è stato individuato in località Laghicello tra i Comuni di Fuscaldo e San Benedetto ullano, nei pressi è presente un piccolo invaso lacustre naturale e non distanziate dalla Strada Provinciale 31. Sono in corso le operazioni di recupero.

Ultraleggero Scomparso, la zona del ritrovamento
Aperta un’inchiesta
Il procuratore della Repubblica di Paola, Domenico Fiordlisi, si è recato sul luogo dove è stato trovato l’ultraleggero precipitato nell’alto Tirreno Cosentino, per compiere un sopralluogo. Il magistrato ha aperto un’inchiesta per accertare quanto accaduto e chiarire la dinamica della caduta del velivolo che ha provocato la morte dei due occupanti, gli avvocati Carlo Arnulfo, 64 anni, di Roma, e Angela Buccico, 55 anni, di Matera. Secondo quanto si è appreso, il velivolo avrebbe preso fuoco nell’impatto col suolo.
Ultraleggero scomparso: le ricerche nel comune di Fuscaldo
Nelle ultime 24 ore le ricerche si erano concentrate proprio nella vasta area del Comune di Fuscaldo ed era stata sorvolata dall’elicottero e dai droni dei Vigili del fuoco e dall’elicottero dell’Aeronautica Militare, mentre a terra l’impervio territorio caratterizzato da folti boschi è stato percorso da vigili del fuoco, carabinieri, poliziotti, finanzieri, Protezione civile regionale, Soccorso Alpino e Speleologico Calabria e volontari. Lo stesso sindaco Giacomo Middea, aveva lanciato un appello a chi conosceva bene le contrade montane del territorio a collaborare alle ricerche dell’ultraleggero scomparso da domenica.
Nelle ultime ore, le ricerche si erano concentrate in particolare nelle località montane del centro tirrenico, San Pietro e Scarcelli. Il primo cittadino si era rivolto ai residenti in queste zone, ma anche a “a tutti i cittadini fuscaldesi che sono soliti frequentare le nostre montagne”. Ovvero, su tutti, cercatori di funghi e cacciatori.

Il sindaco di Matera ‘la speranza lascia spazio al lutto’
“La notizia ci lascia sgomenti e profondamente addolorati. Il dolore è ancora più forte per la nostra città, che in questi giorni ha seguito con apprensione e speranza le operazioni di ricerca, stringendosi attorno alla famiglia Buccico e, in particolare, al papà Emilio Nicola, ex sindaco e al nostro vicesindaco e amico Rocco. Oggi quella speranza lascia spazio al dolore e al lutto. Matera si raccoglie in silenzio attorno alle famiglie, con un abbraccio ideale e commosso, partecipando al loro lutto e custodendo il ricordo di Angela e Carlo“. Così il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, dopo il ritrovamento dei corpi.
Partito da Capo D’Orlando e mai arrivato a Sibari
L’ultraleggero, partito da Capo D’Orlando in Sicilia, doveva atterrare verso le 11 di domenica 16 agosto nell’aviosuperficie di Sibari, ma nello scalo del Cosentino non è mai arrivato. L’allarme era stato lanciato dai parenti dei due dopo avere perso i contatti con i congiunti, facendo così scattare il piano persone scomparse della Prefettura di Cosenza. Le ultime celle telefoniche agganciate dagli occupanti del velivolo risultavano essere quelle tra Fiumefreddo e Fuscaldo sul Tirreno Cosentino.
Ed è proprio in questa zona che si erano concentrate da subito le ricerche. Anche perché i soccorritori hanno sempre ritenuto poco probabile che l’areo fosse essere caduto in mare visto che questo tipo di velivoli viaggiano sottocosta e sarebbe stato notato dalle centinaia di bagnanti che affollano le spiagge in questo periodo estivo.
Ricerche a tappeto per 3 giorni
Per tre giorni i soccorritori hanno battuto la fascia di mare antistante la costa dell’alto Tirreno Cosentino e l’entroterra, una zona impervia caratterizzata da fitti boschi e vallate. Le ricerche hanno visto impiegati gli elicotteri dell’Aeronautica Militare e dei vigili del fuoco che hanno anche utilizzato anche diversi droni. A terra hanno operato un centinaio di uomini tra vigili del fuoco, carabinieri, poliziotti, finanzieri, Protezione civile regionale, Soccorso Alpino e Speleologico Calabria e volontari. Ricerche andate avanti senza sosta, sino al ritrovamento di stamani.


















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