Tirreno
Rocco Papaleo cittadino onorario di Diamante: «Punto al Basicalabria, un mondo senza confini»
Ieri sera la cerimonia di consegna ufficiale di conferimento della cittadinanza onoraria all’attore e regista lucano, un riconoscimento per aver scelto Diamante come location, del suo ultimo film, Il Bene Comune

DIAMANTE (CS) – Rocco Papaleo è ufficialmente cittadino onorario di Diamante. Ieri sera la cerimonia di consegna ufficiale di conferimento della cittadinanza onoraria all’attore e regista lucano che si è svolta ieri sera presso il Cineteatro “Vittoria”.
Un riconoscimento per aver scelto la cittadina dell’Alto Tirreno Cosentino come location, del suo ultimo film, Il Bene Comune, prodotto da Picomedia, PiperFilm, Less is More Produzioni, a valere sul Bando Sviluppo della Calabria Film Commission.

Un contributo promozionale della Riviera dei Cedri, insieme al Parco Nazionale del Pollino, non da poco che il Comune ha voluto premiare e riconoscere. Alla cerimonia di consegna ufficiale era presente da parte dell’amministrazione comunale con in testa il sindaco Achille Ordine, e l’assessore al Turismo, Francesco Bartalotta. Presente anche Giampaolo Calabrese, direttore Calabria Film Commission ed i consigliere regionali Antonio De Caprio e Angelo Brutto.
Una sala gremita di cittadini ha accolto Papaleo, attore e regista de Il Bene Comune, che per i critici risulta essere ad oggi “il suo più bel filrm” dietro la macchina da presa ed il giovane attore abruzzese Andrea Fuorto.

Rocco Papaleo ed il Bene Comune girato a Diamante
Dopo i saluti istituzionali è stata proiettata la pellicola, uscita nelle sale lo scorso 12 marzo e successivamente si è passati alla consegna delle targhe. Alla presenza, oltre che del sindaco Ordine, del presidente del consiglio comunale di Diamante, Mariano Casella, della la segretaria comunale, Rosa Santoro.
Il Bene Comune è un film intimo e che invita a riflettere. Tocca tanti temi, ma in primis quello della resilienza, di chi ha sbagliato ma può rimettersi in gioco e di chi vive anche nelle avversità, come il pino loricato, simbolo del Parco del Pollino, ma che resiste nonostante tutto.

“La storia percorre un sentiero in bilico tra la commedia e il dramma – ha spiegato l’artista originario di Lauria che da sempre ha avuto un forte legame con la Calabria – ha spiegato Papaleo – È un film che si concede momenti di poesia, che in alcuni punti strappa la risata del pubblico, ma che non perde occasione di riflettere: accoglienza contro discriminazione, comprensione contro pregiudizio, coraggio contro violenza (di genere) e, in definitiva, suggerisce di sostituire la solitudine morale con Il Bene Comune”.
Il legame con la Calabria ed “un unico respiro”
“Ho sconfinato tantissime volte in Calabria – ammette l’attore – da bambino andavo sempre al mare a Fiuzzi di Praia a Mare”. Poi la proposta di creare un nuovo neologismo, “il Basicalabria“, un mondo senza confini, facendo un discorso utopistico, ammette, “è interessante pensare che il parco del Pollino che sta in mezzo a due regioni, un posto così bello, il parco più grande d’Europa, che accoglie due popoli e li unisce, non abbia confini. Sul Pollino mica si vede che una regione finisce e ne inizia un’altra, il sogno è sentirci parte di uno stesso respiro, di una stessa cultura ed intenzione”.




















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