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Rosa Vespa rompe il silenzio a “Porta a Porta”: «volevo solo un bambino da stringere»

Area Urbana

«CHIEDO SCUSA»

Rosa Vespa rompe il silenzio a “Porta a Porta”: «volevo solo un bambino da stringere»

La donna, condannata a 5 anni e 4 mesi per il rapimento della piccola Sofia ospite a “Porta a Porta”: «ho commesso un errore, non voglio scappare dal giudizio»

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Rosa Vespa - Porta a Porta 01

COSENZA – Ad una settimana dalla condanna a 5 anni e 4 mesi per il rapimento della neonata Sofia dalla clinica Sacro Cuore di Cosenza, Rosa Vespa va in Tv, su Rai 1 a parlare pubblicamente. La donna è stata ospite del programma Porta a Porta, condotto da Bruno Vespa, dove ha raccontato la sua versione dei fatti e il dolore vissuto prima del gesto.

Rosa Vespa: «volevo solo un bambino»

Nel corso dell’intervista, Rosa Vespa ha spiegato le motivazioni che l’avrebbero portata a compiere il gesto: “volevo un bambino, cioè un bambino da stringere, per sentire quel sentimento di una mamma, della maternità. Io ho commesso un errore. Non voglio scappare dall’errore e neanche dal giudizio”.

Sollecitata a spiegare il percorso personale che ha preceduto il rapimento, Vespa ha descritto un periodo di forte disagio interiore: “difficile da spiegare perché è stato un insieme di dolori e di sofferenze che comunque hanno portato a momenti di silenzio, dove magari potevo gridare il mio dolore e non l’ho gridato, dove potevo far capire e magari non ci sono riuscita”.

Rosa Vespa - Porta a Porta 02

Sono immensamente mortificata perché il mio dolore è anche il dolore che si prova per una mamma a cui comunque gli è stata sottratta una bambina. Ma io non volevo arrecare questo dolore”.

“Non ho architettato nulla”

Nel corso dell’intervista, la donna ha anche negato la premeditazione: “Io volevo solo un bambino, che poi era una femminuccia, un maschietto. Io questo non l’ho pensato. Non ho esternato a nessuno questo desiderio. Io non lo so spiegare cosa sia successo. Io non ho architettato, non ho niente”.

Rosa Vespa - Porta a Porta 03

“Io volevo solo stringere un bambino e abbracciarlo. Lo vivevo proprio come un sogno. Non avrei, mai, per nessun motivo fatto del male a nessuno”. L’ho presa, l’ho abbracciata, l’ho cambiata, gli ho dato affetto”.  Come se fosse sua figlia? Le viene chiesto: “Sì, come se fosse mia figlia”.

Rosa Vespa, dopo oltre un anno di silenzio, ha voluto chiedere (in televisione) perdono alla mamma della piccola Sofia: “Io le chiedo scusa perché è stata una cosa troppo forte. E lei è una mamma. Io non lo sono. Però io non avrei mai fatto del male alla sua bambina. Come ho detto, volevo stringere solo un bambino accanto a me e vorrei che lei lo capisse. Chiedo solo di perdonarmi per quello che o fatto”.

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