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Chiesa e ’ndrangheta: il sacrificio dei preti antimafia al centro di una giornata di studi su legalità e memoria

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Chiesa e ’ndrangheta: il sacrificio dei preti antimafia al centro di una giornata di studi su legalità e memoria

La giornata di studi è incentrata sul ruolo educativo e civile dei sacerdoti uccisi dalle mafie, con il coinvolgimento di università, Chiesa e magistratura

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RENDE – Una giornata di riflessione intensa sul legame tra fede, giustizia e impegno civile. È L’iniziativa “Il sangue dei preti sull’altare delle mafie”, promossa dall’Istituto di Ricerca e Formazione Interdisciplinare sulle mafie – don Peppe Diana, in programma domani tra Cosenza e Rende.

L’evento, articolato in due sessioni – mattutina all’Università della Calabria e pomeridiana presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Francesco di Sales” – riunisce rappresentanti del mondo accademico, ecclesiale e giudiziario per approfondire il tema del martirio civile e religioso di sacerdoti impegnati nella lotta alle mafie.

Chiesa e ’ndrangheta: il sacrificio dei preti antimafia al centro di una giornata di studi su legalità e memoria

Al centro della giornata, il valore educativo delle testimonianze di figure come Don Peppe Diana e Don Pino Puglisi, simboli di una resistenza evangelica e civile nei territori segnati dalla criminalità organizzata.

Chiesa e ’ndrangheta: il sacrificio dei preti antimafia al centro di una giornata di studi su legalità e memoria

La giornata di studi è divisa in due sessioni

La sessione mattutina si apre con i saluti istituzionali del rettore dell’Università della Calabria Gianluigi Greco e di rappresentanti del mondo ecclesiastico e scolastico. A seguire, il dibattito coordinato dal docente Giancarlo Costabile vedrà confrontarsi esponenti della Direzione Investigativa Antimafia, della magistratura e della ricerca, tra cui Marcello Cozzi. Nel pomeriggio, i lavori proseguiranno con un taglio più teologico e storico, approfondendo il significato ecclesiale e culturale del sacrificio dei cosiddetti “preti martiri”. Le conclusioni saranno affidate nuovamente a don Cozzi, a chiusura di un percorso che intreccia memoria e responsabilità contemporanea.

Particolarmente significativo il coinvolgimento degli studenti, soprattutto dei corsi di Scienze dell’Educazione dell’UniCal, chiamati a confrontarsi con il valore pedagogico di queste testimonianze. Un segnale concreto della volontà di costruire un’alleanza educativa tra università, Chiesa e territorio. L’iniziativa si inserisce nel contesto della XXXI Giornata nazionale in memoria delle vittime innocenti di mafia, ma ambisce ad andare oltre la commemorazione: si propone come una vera e propria proposta culturale e civile, capace di trasformare il ricordo in impegno attivo.

 

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