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La 44ª Sagra dell’Uva e del Vino di Donnici raddoppia: sei giorni tra città, borgo e cultura del vino

Edizione 2026

La 44ª Sagra dell’Uva e del Vino di Donnici raddoppia: sei giorni tra città, borgo e cultura del vino

La 44ª edizione della Sagra dell’Uva e del Vino di Donnici si rinnova e raddoppia: sei giorni tra Cosenza e il borgo, nuove iniziative, il coinvolgimento delle associazioni e l’ingresso ufficiale del capoluogo nella rete delle Città del Vino

Marco Belmonte

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COSENZA – Tutto pronto per la 44ª Sagra dell’Uva e del Vino di Donnici, quest’anno raddoppia, saranno dunque sei giorni di eventi, un percorso che parte dal cuore della città e torna nel luogo dove tutto è nato, il borgo storico di Donnici. È questa la nuova formula presentata questa mattina nel salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi. La manifestazione, in programma dal 6 all’11 ottobre 2026, raddoppia la propria durata rispetto alle precedenti edizioni e punta a trasformare una delle tradizioni più radicate del territorio in un progetto di promozione culturale, turistica ed enogastronomica.

Alla presentazione sono intervenuti il sindaco di Cosenza Franz Caruso, l’assessore alle Attività produttive, Commercio, Artigianato e Turismo Rosario Branda, oltre ai rappresentanti delle realtà associative di Donnici che accompagneranno le giornate conclusive della manifestazione, tra cui Francesca Bozzo, in rappresentanza dell’Accademia del Donnici, e Mariella Ciardullo, portavoce di “Vivi Donnici”.

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Dalla città a Donnici: la Sagra cambia formula

La novità principale riguarda proprio la struttura dell’evento. Le prime giornate saranno ospitate nel centro urbano di Cosenza, mentre la manifestazione si sposterà successivamente a Donnici, dove prenderanno vita le tre giornate conclusive tra piazze, strade e vicoli del borgo. Una scelta che vuole costruire un vero e proprio percorso ideale tra la città e la sua frazione collinare, valorizzando il vino Terre di Cosenza DOP e, insieme ad esso, l’intero patrimonio enogastronomico e culturale del territorio. La Sagra, nata oltre quarant’anni fa per celebrare la vendemmia e le radici contadine, si presenta dunque con una formula rinnovata senza perdere il legame con la propria storia.

Franz Caruso: «Unire le realtà del territorio per valorizzare le nostre professionalità»

Il sindaco Franz Caruso ha sottolineato il valore strategico del nuovo percorso, soffermandosi in particolare sull’ingresso di Cosenza nella rete delle Città del Vino e sulla volontà di collegare idealmente il capoluogo con Donnici.

«Quella caratteristica della Sagra» viene riproposta attraverso un maggiore coinvolgimento della città e una serie di iniziative pensate per «esaltare quello che è il valore del prodotto», con particolare riferimento al vino di Donnici. Il percorso, nelle parole del sindaco, partirà quindi dalla città per tornare successivamente «nei giorni classici» nelle piazze e nei vicoli di Donnici, consentendo ai partecipanti di immergersi in un’esperienza legata alla tradizione. Ma per Caruso la vera novità non riguarda soltanto il programma. Un ruolo centrale viene attribuito alla collaborazione tra le realtà associative locali.

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«Abbiamo fatto delle manifestazioni di interesse» per dare al territorio la possibilità di gestire al meglio le potenzialità dell’iniziativa e i suoi aspetti organizzativi. Quest’anno, ha spiegato il sindaco, le associazioni hanno fatto un ulteriore passo costituendo una Associazione Temporanea di Scopo, mettendo insieme diverse realtà del territorio. «È la prima volta che questo accade nel corso degli anni», ha evidenziato Caruso, indicando proprio nell’unità delle associazioni un messaggio importante: mettere insieme «le nostre positività, le nostre caratteristiche, le nostre qualità, le nostre professionalità» per far emergere il meglio dell’esperienza della Sagra.

Rosario Branda: «Entrare nelle Città del Vino significa entrare nel circuito dell’enoturismo»

Sul fronte turistico ed economico, l’assessore Rosario Branda ha posto l’accento sulle opportunità legate all’enoturismo e al progetto Cosenza Connect, immaginando per il capoluogo un ruolo sempre più attrattivo all’interno dei circuiti legati al vino e alle produzioni locali. «Il fatto di avere e di essere entrati a far parte di Città del Vino», ha spiegato Branda, significa entrare nel circuito dell’enoturismo, un settore che secondo i dati richiamati dall’assessore presenta importanti prospettive di crescita.

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L’obiettivo, ha sottolineato, non è limitarsi alla singola manifestazione, ma riuscire a intercettare una parte dei flussi turistici collegati al vino e trasformarli in un’occasione per valorizzare l’intera filiera locale. Da qui il progetto Cosenza Connect, pensato per fare di Cosenza una città capace di attrarre visitatori interessati all’enogastronomia e alle produzioni identitarie. L’idea è quella di partire dal vino per costruire un’offerta più ampia: «Una volta che viene, c’è il pane, ci sono i salumi» e le altre produzioni del territorio. Uno degli aspetti evidenziati dall’assessore riguarda la necessità di aumentare il valore delle produzioni locali.

Il territorio, secondo Branda, dispone di una significativa produzione vinicola e non può puntare soltanto sulla quantità. La strategia deve quindi concentrarsi sul valore aggiunto, facendo conoscere maggiormente la qualità dei prodotti e costruendo intorno al vino un sistema capace di coinvolgere turismo, ristorazione, produzioni artigianali e altre eccellenze locali. «Dobbiamo per forza allungare la catena del valore», è il concetto espresso dall’assessore, con l’obiettivo di far percepire la qualità del vino di Donnici e trasformare la manifestazione in uno strumento di promozione che possa produrre effetti anche oltre i sei giorni della Sagra. All’interno del nuovo programma è previsto anche un percorso dedicato alla conoscenza del vino. Branda ha illustrato l’idea di destinare alcune delle giornate cittadine ad appuntamenti istituzionali, formativi e divulgativi. Una giornata sarà dedicata all’ingresso ufficiale di Cosenza nella rete delle Città del Vino, mentre un’altra sarà realizzata insieme all’Università della Calabria e sarà dedicata al valore nutrizionale del vino e alla corretta informazione. L’obiettivo, ha spiegato Branda, sarà anche quello di affrontare alcune delle informazioni errate che circolano sul tema, attraverso un approccio basato sulla conoscenza e sul consumo consapevole. Una terza giornata sarà invece rivolta ai produttori e agli operatori economici, con l’intento di approfondire caratteristiche, produzioni e prospettive del settore.

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La 44ª Sagra dell’Uva e del Vino di Donnici – Cosenza entra ufficialmente nelle Città del Vino

Il riconoscimento rappresenta uno degli elementi istituzionali più significativi della 44ª edizione. L’ingresso del Comune di Cosenza nella rete nazionale delle Città del Vino sarà celebrato ufficialmente durante la manifestazione, alla presenza del presidente nazionale Angelo Radica. È proprio questo passaggio a dare alla Sagra una dimensione che va oltre il semplice appuntamento folkloristico. Il vino diventa infatti uno strumento per raccontare il territorio, le sue produzioni, la sua storia e le sue potenzialità turistiche.

La 44ª Sagra dell’Uva e del Vino di Donnici prova così a rinnovarsi mantenendo intatta la propria identità. Dalla tradizione della vendemmia al turismo enogastronomico, passando per la collaborazione tra associazioni, istituzioni, università e produttori.

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Il passaggio da tre a sei giorni rappresenta il segnale più evidente di questa trasformazione: Cosenza e Donnici unite in un unico percorso, con la città chiamata a fare da vetrina e il borgo storico pronto a riaccendere la tradizione nelle sue strade e nei suoi vicoli. Una manifestazione che, dopo oltre quarant’anni, punta dunque non soltanto a celebrare il vino, ma a costruire attorno ad esso una rete di cultura, turismo, economia e identità territoriale.

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