Italia
Politiche Giovanili
Salute mentale e “hikikomori”: oltre 3 milioni di euro per il benessere psicologico dei giovani
Al via il programma Upi “ProvincexGiovani”. Allarme su hikikomori e salute mentale con un forte incremento della diffusione di disturbi psicologi tra i giovani dai 14 ai 35 anni

ROMA – La salute mentale dei ragazzi al centro di mirate azioni di prevenzione del disagio, con sportelli di ascolto, laboratori di educazione socioaffettiva e promozione del protagonismo giovanile. Prende ufficialmente il via il nuovo programma “ProvincexGiovani”, promosso da Upi e finanziato con oltre 3 milioni di euro dal Fondo per le Politiche Giovanili della Presidenza del Consiglio. Trenta i progetti attivati nelle Province italiane, rivolti ai giovani tra i 14 e i 35 anni. L’obiettivo è coinvolgere almeno 5.000 ragazzi, con particolare attenzione alle aree più fragili, segnate da alto tasso di NEET e spopolamento.
Salute mentale dei giovani, emergenza evidente
Il presidente di Upi, Pasquale Gandolfi, parla di un’emergenza evidente: «è la cronaca di tutti i giorni a raccontarci di un forte incremento della diffusione di disturbi psicologi tra i giovani dai 14 ai 35 anni». E sottolinea la necessità di mettere al centro dell’azione politica «il benessere socio emotivo dei giovani».

Hikikomori e dipendenze: un fenomeno radicato
“Hikikomori” è un termine giapponese che significa “stare in disparte“, e viene utilizzato per indicare chi decide di ritirarsi dalla vita sociale per lunghi periodi, alle volte anni. Rinchiusi nella propria abitazione, evitano qualunque tipo di contatto diretto con il mondo esterno, talvolta anche con i familiari.
I dati sugli hikikomori rafforzano il quadro già preoccupante: «in Giappone sono 1 milione gli hikikomori, in Italia sono stati conteggiati 50-60mila casi tra gli studenti frequentanti ma purtroppo sono molti di più», ha spiegato Marco Crepaldi, presidente dell’associazione Hikikomori Italia.
Secondo le stime dell’associazione, i casi potrebbero arrivare a 200mila. Crepaldi mette in guardia anche su nuove forme di dipendenza: «Si sta vivendo una dipendenza affettiva verso l’IA», invitando a vigilare sull’ingresso dell’intelligenza artificiale nei processi educativi.

Povertà e salute mentale: il rapporto Caritas
Intanto, il Rapporto “Povertà e salute mentale” di Caritas Italiana segnala un aumento del 154% dei disturbi depressivi nell’ultimo decennio tra le persone seguite dalla rete solidale. L’80% dei casi di disagio mentale si accompagna a condizioni di povertà materiale e sociale.
Particolarmente colpite le giovani generazioni e le donne: tra i 14 e i 19 anni si registra il calo più marcato dell’indice di salute mentale, soprattutto tra le ragazze. Il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, comprende pienamente la dimensione psichica, ma persistono forti disuguaglianze territoriali nell’accesso ai servizi.




















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