Italia
Salute mentale, l’allarme dopo il Covid: “Un debito di cura” lascia senza assistenza migliaia di italiani
È il segnale che emerge dal Rapporto Osservasalute (2025) che indica un’ampia fetta di sofferenza mentale post Covid non intercettata dal servizio sanitario

ROMA – Il Covid sembra ormai un ricordo lontano ma l’esperienza della pandemia potrebbe aver lasciato un forte “debito di cura” nell’ambito della salute mentale e probabilmente una quota consistente di italiani non sta ricevendo dal sistema sanitario l’assistenza di cui hanno bisogno.
È il segnale che emerge dalla XXII edizione del Rapporto Osservasalute (2025), pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute come Bene Comune, che ha sede presso l’Università Cattolica di Roma, dove è stato presentato oggi.
L’analisi post Covid e l’allarme salute mentale
L’analisi mostra che la pandemia ha determinato un crollo dei ricoveri ospedalieri per disturbi psichiatrici, passati da 26-27 ogni 10 mila uomini e 24-25 ogni 10 mila donne del quinquennio 2015-2019 a 20 per 10 mila uomini a 18 per 10 mila donne del 2020. Negli anni successivi i ricoveri hanno ripreso a crescere senza tuttavia tornare ai livelli pre-pandemia. Ciò è avvenuto nonostante l’esperienza di Covid-19 abbia contribuito a un aumento del disagio psichico, soprattutto tra i giovani, che hanno mostrato un incremento di disturbi d’ansia, dell’umore e del comportamento alimentare.

Secondo il rapporto, i dati suggeriscono che esiste un’ampia fetta di sofferenza mentale non intercettata dal servizio sanitario. Sul fronte della salute mentale, elementi di preoccupazione arrivano anche dalla spesa. “Si attesta intorno al 3,5% della spesa sanitaria complessiva, tra le più basse in Europa”, sottolinea Leonardo Villani, professore associato di Igiene Generale e Applicata, UniCamillus – Saint Camillus International University of Health and Medical Sciences e coordinatore dell’Osservatorio Nazionale per la Salute come Bene Comune. “Tale sotto-finanziamento incide sulla capacità di garantire uniformemente i Lea, aggravando il divario Nord-Sud e aumentando il peso economico sulle famiglie”, conclude.



















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