Provincia
San Giovanni in Fiore: Marco Ambrogio, il grande sconfitto, non molla. “Torneremo più forti di prima”
Antonio Barile ribalta il risultato del primo turno e diventa sindaco di San Giovanni in Fiore. Marco Ambrogio rompe il silenzio questa mattina con un breve post sui social: nessuna congratulazione all’avversario, ma la promessa di un pronto riscatto

SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – Non c’è dubbio che Marco Ambrogio è il grande sconfitto di queste elezioni amministrative 2026. Non sono bastati un esercito di candidati consiglieri con ben 10 liste e l’appoggio di tutto l’endorsement regionale (compreso il Presidente Roberto Occhiuto e persino il neo sindaco di Reggio Calabria) per succedere alla moglie Rosaria Succurro alla guida di San Giovanni in Fiore. Sconfitto nettamente al ballottaggio da Antonio Barile. Il candidato della lista civica ha ottenuto 5.457 voti pari al 55,38% dei consensi sul candidato del centrodestra che si ferma al 44,62% con 4.397 voti. Determinate per il successo di Barile l’appoggio degli altri due candidati in corsa al primo turno: Luigi Candalise e Giuseppe Belcastro.
Il fallimento del primo turno e il ribaltone al ballottaggio
Eppure per Marco Ambrogio l’occasione, un calcio di rigore per usare un paragone calcistico, si era presentata al primo turno. I tre competitors dall’altra parte correvano divisi. Ma è proprio lì che è maturata la sua sconfitta, non aver vinto al primo turno. Al ballottaggio, infatti, lo scenario è radicalmente mutato. Al motto di “via lo straniero”, Antonio Barile ha incassato l’appoggio strategico e decisivo di Belcastro e Candalise che ha consentito di ribaltare in modo netto il risultato del primo turno, battendo l’avversario con un distacco di quasi 10 punti percentuali e tornando trionfalmente alla guida di San Giovanni in Fiore.

La reazione di Marco Ambrogio e il nodo dell’“anatra zoppa”
Mentre le strade della capitale della Sila venivano invase da caroselli di auto, cori festosi e applausi scroscianti per accompagnare il neo-eletto sindaco Antonio Barile verso il comune, Marco Ambrogio ha scelto la via del silenzio per l’intera giornata di ieri. Chiuso nel suo quartier generale, l’esponente del centrodestra ha rilasciato solo poche e taglienti battute ai microfoni di LAC TV, delineando un futuro amministrativo tutt’altro che sereno per il nuovo sindaco.
Ambrogio ha infatti evidenziato con fermezza che Antonio Barile riuscirà a governare al massimo per un anno poi si tornerà a votare. Il motivo è nei numeri emersi proprio al primo turno: il nuovo sindaco dovrà fare i conti con la complessa situazione della cosiddetta “anatra zoppa”, potendo contare su appena 5 consiglieri di maggioranza contro gli 11 di minoranza eletti dalle liste di Ambrogio.
Il candidato del centrodestra ha anche detto con estrema decisione che i consiglieri eletti nelle sue liste non faranno in alcun modo da stampella alla nuova amministrazione. “Da solo non ce l’avrebbe mai fatta”, ha rimarcato Ambrogio, sottolineando come il trionfo dell’avversario sia unicamente il frutto del sostegno ricevuto da parte del Partito Democratico e di altri “cespugli” del centrosinistra.
La conferma ufficiale della linea dura è arrivata questa mattina tramite i canali social. Poche righe pubblicate sulla sua pagina Facebook, scritte esclusivamente per ringraziare solo il proprio elettorato, a testimonianza di una campagna elettorale vissuta al veleno con accuse da una parte e dall’altra. Ma la democrazia alla fine ha espresso il suo verdetto insindacabile e bisogna accettarlo.
“Grazie di cuore a tutte le persone che mi hanno votato, sostenuto, incoraggiato. Grazie di cuore ai miei candidati, a quanti si sono impegnati per me, ai volontari, agli amici, ai bambini che mi hanno accompagnato con il loro affetto sincero, agli anziani, alle famiglie, alle associazioni, ai dipendenti comunali, ai precari, ai lavoratori, alle famiglie, ai commercianti, agli imprenditori e a tutti coloro che hanno creduto nel nostro progetto di cambiamento e liberazione per il bene della comunità. Non siamo affatto abbattuti, torneremo molto più forti di prima. Insieme”. La battaglia politica a San Giovanni in Fiore sembra tutt’altro che conclusa, e si sposta ora tra i banchi del consiglio comunale che si preannuncia infuocato.



















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