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San Marco Argentano, cittadino denuncia: «ufficio ‘Protesi e Ausili’ chiuso per mancanza di personale»

SAN MARCO ARGENTANO (CS) – Una situazione incresciosa e a dir poco vergognosa. Con queste parole Marco Iovino, giovane cittadino di Sant’Agata di Esaro, denuncia pubblicamente attraverso i social la chiusura dell’ufficio “Protesi e Ausili” dell’ex ospedale di San Marco Argentano, oggi inaccessibile per mancanza di personale. Una chiusura, comunicata con un cartello affisso alla porta, che sarebbe dovuta al pensionamento dei due unici dipendenti. Nessuna sostituzione predisposta e il servizio è sospeso a tempo indefinito.
A raccogliere l’appello anche il Comitato per il Diritto alla Salute della Valle dell’Esaro, che denuncia: “Il pensionamento del personale non è una sorpresa, ma una scadenza prevedibile. Farla diventare un’emergenza è una scelta politica che riflette anni di progressivo smantellamento dei servizi pubblici, con totale mancanza di cura per i più deboli”. E proprio a San Marco si terrà il prossimo 21 giugno un’assemblea indetta dal Comitato.

Il Circolo PD di Sant’Agata di Esaro al fianco di Marco Iovino
A prendere posizione per Iovino e per tutti i cittadini penalizzati dai disservizi dell’ufficio Protesi e Ausili dell’ex Ospedale di San Marco Argentano, il Circolo del Partito Democratico di Sant’Agata di Esaro che “esprime pieno sostegno e solidarietà al concittadino Marco Iovino, che con coraggio e senso civico ha denunciato pubblicamente una situazione tanto scandalosa quanto umiliante, che da troppo tempo colpisce numerosi cittadini, specialmente i più fragili, ai quali viene di fatto negato un diritto fondamentale: l’accesso a un servizio sanitario pubblico garantito”.
“Ringraziamo Marco per la determinazione con cui ha sollevato un problema reale, che va oltre il disagio personale e tocca la dignità di tante persone che ogni giorno sono costrette ad affrontare un vero e proprio calvario burocratico e organizzativo. Non è tollerabile che nel 2025 esistano ancora simili forme di esclusione e di disattenzione verso chi ha più bisogno di cure e di assistenza”.
“Il Partito Democratico, da sempre vicino ai bisogni concreti dei cittadini, in particolare nel campo della salute pubblica, si unisce con coerenza alla battaglia civile di Marco Iovino e annuncia fin da subito il proprio impegno: attiveremo i nostri rappresentanti a tutti i livelli istituzionali – locale, regionale e nazionale – per fare piena luce su questa vicenda e per chiedere spiegazioni e responsabilità ai vertici dell’ASP di Cosenza. La sanità pubblica è un diritto, non un privilegio. Il nostro impegno sarà costante, perché nessuno debba più sentirsi abbandonato o umiliato da un sistema che dovrebbe invece tutelarlo e proteggerlo”.
Bevacqua e Iacucci: “caso emblematico della situazione in cui versano i servizi essenziali nonostante la propaganda di Occhiuto”
In merito alla vicenda il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Mimmo Bevacqua e il vicepresidente dell’Assemblea Franco Iacucci esprimono grande preoccupazione: “Questo episodio – scrivono i consiglieri dem – svela una realtà amara che testimonia l’incapacità del governo regionale di affrontare le carenze strutturali e organizzative del sistema sanitario calabrese. L’attività dell’ufficio è stata sospesa a causa della carenza di due dipendenti amministrativi che, dopo il pensionamento, non sono stati ancora sostituiti”.
“La denuncia di Marco Iovino, cittadino di Sant’Agata di Esaro – continuano Bevacqua e Iacucci -, ha messo in evidenza la totale assenza di pianificazione e risposte concrete da parte delle istituzioni competenti. La regione continua a essere assente nella risoluzione di problemi cronici che minano il diritto alla salute, specialmente nelle aree più fragili, come quella del comune di San Marco Argentano. In un momento in cui il governo Occhiuto continua a sbandierare una “rivoluzione sanitaria” mai realizzata, è necessario che la politica torni ad occuparsi seriamente delle esigenze della popolazione, non con vuoti slogan, ma con azioni concrete. Le parole e i post non sono sufficienti: la sanità calabrese ha bisogno di investimenti reali, di una gestione efficiente delle risorse umane e di una programmazione che risponda alle necessità dei cittadini e dei territori”.
Graziano: «Solidarietà a Marco Iovino e impegno costante per superare le criticità»
«Esprimo la mia più profonda solidarietà a Marco Iovino, il giovane di Sant’Agata di Esaro che in queste settimane, insieme a tanti altri cittadini del territorio della Valle dell’Esaro, sta affrontando i disservizi legati alla chiusura dell’ufficio protesi e ausili presso l’ospedale di San Marco Argentano. La sua disavventura evidenzia ancora una volta le criticità che, purtroppo, ancora affliggono il sistema sanitario calabrese e che hanno radici lontanissime, profonde e ben distinte. Ma ci tengo a precisare che su questa vicenda siamo sul pezzo da giorni, lavorando incessantemente per ripristinare il servizio. Il risanamento dello Sanità è un lavoro difficile che si realizza a piccoli pezzi».
È quanto dichiara Giuseppe Graziano, Capogruppo di Maggioranza in Consiglio regionale e Segretario della Sesta Commissione regionale, già a lavoro da giorni su questa vicenda grazie anche all’attenzione e alla sensibilità della Consigliera comunale di Sant’Agata d’Esaro, Emanuela Monita, che si è subito interessata della questione. «La sua sollecitudine – sottolinea Graziano – è stata preziosa e ci ha permesso di intervenire prontamente. Non ultimo, nella giornata di ieri, ho sollecitato personalmente le strutture e i dipartimenti competenti per accelerare la risoluzione della vicenda».
«Siamo pienamente consapevoli – aggiunge – delle difficoltà che i cittadini incontrano quotidianamente nell’accesso a servizi essenziali. Per questo motivo, l’attenzione della Regione Calabria è massima per garantire che il diritto alla salute sia pienamente tutelato in ogni angolo del nostro territorio. Il nostro impegno è costante e si concretizza in un lavoro quotidiano volto a migliorare l’efficienza e l’accessibilità dei servizi, intervenendo sulle carenze strutturali e organizzative ereditate e lavorando per un sistema sanitario più solido e rispondente alle esigenze di tutti».




















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