Calabria
San Valentino 2026, la Calabria 3ª regione d’Italia per romanticismo: tra rituali d’amore e doni
L’Indice Cupido 2026 premia la Calabria con 72,8 punti su 100, evidenziando una forte attenzione ai doni. Stilata una mappa dei territori più romantici

COSENZA – San Valentino 2026 in Calabria si celebra soprattutto con un dono pensato e consegnato di persona, più che con cene o soggiorni fuori casa. La regione dunque, si conferma tra le regioni più romantiche d’Italia, chiudendo il podio dell’Indice Cupido 2026, elaborato da Casinos.com analizzando cinque anni di ricerche Google legate ai rituali della festa degli innamorati: cioccolatini, regali, cene romantiche e hotel.
San Valentino in Calabria, un dono d’amore
Con 72,8 punti su 100, la Calabria segue Basilicata (91,3) e Campania (80,0), precedendo Abruzzo e Umbria (72,5). La regione si distingue soprattutto per i regali, con un punteggio di 95/100, secondo valore più alto d’Italia. L’analisi mostra che in Calabria San Valentino si celebra soprattutto con un dono pensato e consegnato di persona, e meno con cene romantiche o soggiorni fuori casa.
La Calabria raggiunge valori elevati su tre categorie, con una netta preferenza per il dono. I punteggi:
– Regali di San Valentino: 95/100
– Cioccolatini: 78/100
– Cena: 66/100
– Hotel: 52/100
«In Calabria il 14 febbraio è più il pacchetto che la prenotazione», sottolinea lo studio, indicando un approccio simbolico e attento alla scelta del regalo.
Il podio a confronto
La Basilicata (91,3/100) domina la classifica con punteggi massimi per cioccolatini, cene e regali (100/100) e un buon livello per gli hotel (65/100). Qui San Valentino è vissuto come un rito completo e curato nei minimi dettagli. Campania (80,0/100) punta sulle esperienze: gli hotel raggiungono il punteggio massimo (100/100), seguiti dalle cene (87/100). Regali e cioccolatini restano presenti, ma secondari. Qui il 14 febbraio è più vissuto che simbolico.

Seguono poi Abruzzo (72,5), Umbria (72,5) e Marche (70,5) mostrano un approccio equilibrato: cene, regali e soggiorni sono tutti considerati, senza punte estreme. L’Umbria primeggia nelle cene romantiche (90/100), mentre l’Abruzzo mantiene valori solidi in tutte le categorie. Puglia (71,0), Molise (70,3) e Sicilia (68,0) vivono San Valentino prevalentemente in casa o vicino, con attenzione ai cioccolatini e ai regali. Gli hotel e le notti fuori casa restano marginali, ma la festa viene comunque sentita e celebrata.
Al Nord e nelle grandi città un San Valentino più discreto
Regioni come Lazio (60,3), Lombardia (56,5) e Piemonte (53,3) mostrano un coinvolgimento più selettivo, concentrandosi su uno o due aspetti della festa. Le città del Nord prediligono la cena o il regalo, senza abbracciare l’intero rituale. Valle d’Aosta (51,0), Trentino-Alto Adige (49,5) e Sardegna (42,0) occupano la parte bassa della classifica. Qui San Valentino è spesso una fuga o un gesto isolato, con poco interesse per cioccolatini o regali, tranne qualche eccezione.

La geografia dell’amore
L’Indice Cupido non misura l’amore, ma il modo in cui viene celebrato. Dal Sud al Nord, la festa degli innamorati cambia forma:
– Sud: alta attenzione a regali, dolci, cene e soggiorni, celebrazione completa;
– Centro: approccio equilibrato, con gesto simbolico e alcune esperienze;
– Nord e isole: San Valentino più selettivo, concentrato su pochi elementi.
Tra Basilicata e Sardegna ci sono quasi 50 punti di differenza, a dimostrazione di come una stessa ricorrenza possa essere vissuta in modo completamente diverso nei territori italiani.
San Valentino 2026, la ricorrenza e la… spesa
Per San Valentino 2026, la media di spesa degli italiani è di circa 80 euro a persona, in lieve calo rispetto all’anno precedente. Secondo i dati di Confesercenti, circa il 60% degli italiani partecipa attivamente alla ricorrenza ma i regali restano il cuore delle celebrazioni: in regioni come la Calabria, l’attenzione al dono è dunque particolarmente alta e i consumatori privilegiano oggetti pensati e confezionati con cura.
Nel complesso, il mercato di San Valentino 2026 conferma la festa come occasione di consumo significativa, capace di coinvolgere sia singoli che coppie, con un impatto economico rilevante su settori come artigianato dolciario, ristorazione e turismo.




















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