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Sanità fuori dal commissariamento, la Corte dei Conti frena. Opposizioni: «Smontata la propaganda di Occhiuto»

Calabria

"FAVOLA INVENTATA"

Sanità fuori dal commissariamento, la Corte dei Conti frena. Opposizioni: «Smontata la propaganda di Occhiuto»

Le opposizioni accusano il governatore di aver raccontato ai calabresi qualcosa di non vero: “Una favola totalmente inventata”. Elisabetta Barbuto del M5S ha presentato un’interrogazione

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CATANZARO – Il futuro della sanità in Calabria è ancora incerto e da più parti arrivano le critiche ad Occhiuto. La decisione del Consiglio dei ministri di avviare il percorso per l’uscita della regione dalla lunga stagione del commissariamento ha subito una brusca frenata da parte della Corte dei Conti.

La magistratura contabile ha infatti sospeso l’iter di controllo preventivo sul provvedimento approvato lo scorso 22 aprile, richiedendo al governo approfondimenti urgenti e sollevando pesanti riserve sia di natura procedurale che di merito.

Medici sanità ospedali liste di attesa

Stop al commissariamento della sanità in Calabria: i dubbi della Corte dei Conti

Secondo alcune indiscrezioni di stampa, la Corte dei Conti avrebbe evidenziato criticità sia sotto il profilo delle motivazioni che su quello procedurale, sospendendo di fatto l’iter del controllo preventivo in attesa delle controdeduzioni dell’esecutivo. Nonostante i progressi finanziari e organizzativi riconosciuti alla governance regionale, i magistrati contabili hanno evidenziato come il Piano di rientro non sia ancora del tutto completato e come manchi un nuovo Piano programmatico, requisito invece indispensabile per legge per il ritorno alla gestione ordinaria.

Nei rilievi trasmessi all’esecutivo – che avrà ora trenta giorni di tempo per rispondere – la Corte dei Conti contesta una “carenza di motivazione dettagliata”: i miglioramenti sbandierati non dimostrerebbero in modo inequivocabile la capacità della Regione di camminare con le proprie gambe. Dure le reazioni politiche delle opposizioni alle decisioni della Corte dei Conti sulla gestione della sanità calabrese.

Pd Calabria: “La Corte dei conti ha smascherato la propaganda di Meloni e Occhiuto”

“I rilievi della Corte dei conti hanno sconfessato la propaganda fasulla di Giorgia Meloni e Roberto Occhiuto, che sulla sanità calabrese continuano a produrre disastri”. È l’attacco durissimo del Pd Calabria alla luce dell’esito del controllo di legittimità della Corte dei Conti, che ha stoppato il provvedimento che avrebbe dovuto decretare la fine del commissariamento governativo della Sanità calabrese. “Per mesi – continuano i dem – il centrodestra ha raccontato ai calabresi una favola totalmente inventata. L’esame obbligatorio compiuto dalla magistratura contabile – incalza il Pd Calabria – fa invece a pezzi la narrazione del centrodestra, che come al solito aveva preferito lo spot alla verità”.

Nicola Irto Pd Partito democratico

“Più volte, avevo avvertito – ricorda Nicola Irto, segretario del Pd Calabria – che il commissariamento non può finire per via di un’operazione politica, in questo caso di uno scambio con il ministro Calderoli per l’autonomia differenziata, ma termina solo se ai cittadini è effettivamente garantito il diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Rilanciamo sulla necessità di rivedere i criteri di ripartizione del Fondo sanitario, per assicurare alla Calabria le risorse occorrenti alla cura dei malati”.

Di Natale: “La bocciatura impone chiarezza”

«La vicenda relativa alla cessazione del commissariamento della sanità calabrese si complica ulteriormente e oggi emerge un elemento che non può essere sottovalutato: il pronunciamento negativo della Corte dei conti sulla delibera governativa che avrebbe dovuto sancire il superamento della gestione commissariale». Lo afferma il consigliere provinciale Graziano Di Natale, che richiama l’attenzione sulle rilevanti questioni giuridiche e amministrative ancora aperte.

«La domanda fondamentale resta una sola: quando cessa realmente il commissariamento? Con la deliberazione del Consiglio dei Ministri oppure con il DPCM che ne dà attuazione? Fino a quando questo passaggio non sarà definitivamente chiarito, permane il rischio concreto che gli atti adottati dagli organi regionali nelle materie oggetto di commissariamento possano essere esposti a contestazioni sulla loro legittimità».

Elezioni Provincia di Cosenza

Secondo Di Natale, la posizione assunta dalla Corte dei conti mette in discussione non soltanto il metodo seguito dal Governo, ma anche le motivazioni che avrebbero giustificato la fine della gestione straordinaria. «Non si tratta di una disputa politica, ma di una questione che riguarda la certezza del diritto e la validità degli atti amministrativi. Se il commissariamento non è cessato formalmente, occorre fare piena luce sugli atti adottati nel frattempo dagli organi regionali, evitando ulteriori contenziosi e garantendo la tutela dell’interesse pubblico».

Barbuto: “La Corte dei conti smonta la propaganda di Occhiuto”

“La narrazione trionfalistica della giunta Occhiuto sull’imminente uscita della sanità calabrese dal commissariamento si è infranta contro il muro della realtà eretto dalla Corte dei Conti. Di fronte ai pesanti dubbi sollevati dai magistrati contabili sulla regolarità delle procedure e sulla reale tenuta dei conti pubblici sanitari, la propaganda deve cedere il passo alla trasparenza. Per questo motivo ho depositato un’interrogazione scritta a risposta urgente rivolta al presidente Roberto Occhiuto”. Lo afferma in una nota la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto.

Elisabetta Barbuto consigliere regionale 02 - Xylella

“Per mesi – prosegue – ci è stata raccontata una realtà parallela fatta di tappe forzate e imminenti liberazioni dai vincoli romani. Oggi scopriamo che l’organo di rilievo costituzionale deputato al controllo dei conti pubblici solleva riserve fortissime sia sulla legittimità dell’iter normativo concordato con i ministeri affiancanti, sia sulla reale perimetrazione del debito storico, in particolare per quanto riguarda le nostre Asp e Aziende ospedaliere più critiche. Non lo dice l’opposizione, lo dice la magistratura contabile: i conti non tornano”.

Nella sua interrogazione, l’esponente del M5S chiede risposte chiare e “carte alla mano” su quattro punti cruciali: l’esatta natura dei rilievi della Corte, la reale consistenza del debito sanitario regionale al netto delle passività ancora non verificate, i rischi di un eventuale annullamento o blocco procedurale da parte dello Stato e le contromisure urgenti per evitare che questo stallo impatti sui Livelli essenziali di assistenza (Lea).

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