Calabria
Sanità in Calabria, dati smentiscono la politica: Guccione «63 Case della Comunità ma solo 2 aperte»
Il report AGENAS smentisce le promesse politiche: ritardi, strutture non conformi e migrazione sanitaria da 326 milioni l’anno. Dura presa di posizione di Carlo Guccione sulla sanità in Calabria

COSENZA – Sulla Sanità in Calabria sono i numeri a parlare; Carlo Guccione, cita il Report Nazionale di Monitoraggio DM 77/2022, II Semestre 2025 pubblicato da AGENAS — Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali — che fotografa una situazione critica per la sanità calabrese. Dati ufficiali e certificati che, secondo il componente della Direzione Nazionale del PD, rappresentano una smentita diretta alle promesse politiche.
Sanità in Calabria, ecco cosa emerge dal report
Case della Comunità: 63 programmate, ma solo 2 aperte e nessuna conforme agli standard;
Ospedali di Comunità: 20 previsti, appena 1 attivo con dieci posti letto;
Cure palliative domiciliari ferme al 36%, tra le peggiori percentuali in Italia;
Migrazione sanitaria: 326 milioni di euro l’anno in uscita dalla regione;
Commissariamento: ancora in vigore.
Numeri (Qui il Report) che evidenziano ritardi strutturali e criticità persistenti.

Carlo Guccione cita l’intervento del 30 settembre 2025, quando Giorgia Meloni aveva annunciato cambiamenti e prospettive di uscita dal commissariamento della sanità: “presidente Meloni, i calabresi ricordano. Ricordano le sue parole a Lamezia Terme. Ricordano le promesse fatte in campagna elettorale”. Oggi, secondo Guccione, la realtà quotidiana racconta altro: ospedali in difficoltà e servizi ancora insufficienti.
Il peso della migrazione
Uno dei dati più significativi riguarda la mobilità sanitaria. Ogni anno centinaia di milioni di euro lasciano la Calabria, insieme ai pazienti costretti a curarsi altrove. Una perdita economica e sociale che incide pesantemente sul sistema regionale. E poi ci sono le scadenze del PNRR si avvicinano e il tempo a disposizione si riduce. Secondo quanto evidenziato, mancano pochi mesi e il rischio è quello di perdere fondi europei fondamentali per il rilancio della sanità. Un’occasione definita “storica” che potrebbe andare sprecata senza interventi concreti.

“Non bastano gli annunci sulla sanità – dichiara Guccione. – La Calabria ha bisogno di Case della Comunità aperte, non inaugurate con le telecamere e poi chiuse. Ha bisogno di Ospedali di Comunità funzionanti, non di annunci. I cittadini hanno il diritto costituzionale ad avere una sanità pubblica efficiente”.



















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