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Sanità e liste d’attesa, dott. Sisto Milito «piattaforma unica per gestire il sistema e più responsabilità»

Area Urbana

L'INTERVISTA

Sanità e liste d’attesa, dott. Sisto Milito «piattaforma unica per gestire il sistema e più responsabilità»

Dall’innovazione tecnologica alla governance nazionale, passando per il piano da 8,6 milioni dell’Asp di Cosenza: il dottor Sisto Milito spiega sfide e soluzioni per ridurre i tempi e migliorare l’accesso alle cure

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Sede-Asp-di-Cosenza - dott Sisto Milito

COSENZA – Le liste d’attesa restano uno dei problemi più complessi della sanità italiana e soprattutto calabrese. A fare il punto è il dottor Sisto Milito, direttore del Distretto sanitario Cosenza-Savuto dell’Asp di Cosenza, intervenuto nel corso della trasmissione radiofonica “Fatti Vivi” su Rlb.

Al centro dell’analisi anche il volume “Il Management delle liste d’attesa nel Servizio sanitario nazionale”, di cui è coautore insieme a Iole Fantozzi (dirigente generale del Dipartimento per l’Inclusione Sociale, la Sussidiarietà e il Welfare di Comunità della Regione Calabria, già subcommissario per l’Attuazione del Piano di Rientro dai Disavanzi del SSR Calabria) e a Marco Pingitore, dirigente psicologo presso il Centro di Salute Mentale dell’ASP di Crotone, esperto in sanità digitale e management dei servizi.

Dott. Sisto Milito

Liste d’attesa, Milito «una piattaforma unica per governare il sistema»

“È il primo libro di management in materia anche perché la normativa voluta dal ministro Schillaci per il governo delle liste d’attesa è molto recente, dell’anno scorso”. Secondo Milito, la chiave è una regia nazionale capace di uniformare regole e strumenti: “il tutto ovviamente governato da un’unica piattaforma nazionale, alla quale le regioni, sono obbligate a collegarsi, quindi utilizzando gli stessi standard per tutti”.

Un sistema che permette di monitorare tempi, prestazioni e appropriatezza delle cure, bilanciando pubblico e privato: “questo vuol dire conoscere se effettivamente un paziente ha eseguito un esame nei tempi adeguati”.

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Innovazione digitale e telemedicina

La digitalizzazione rappresenta uno snodo decisivo per ridurre inefficienze e burocrazia: “L’innovazione digitale – spiega il dott. Milito – è fondamentale per tutta l’azione di riordine e riorganizzazione dell’offerta sanitaria”. Dalla telemedicina alla gestione informatizzata dei dati, l’obiettivo è semplificare i percorsi e migliorare l’accesso, soprattutto sul territorio. Il nuovo approccio punta anche su una gestione proattiva delle prestazioni: “l’azienda deve chiamare il cittadino e comunicargli la possibilità di anticipare le prestazioni”.

Un cambio di paradigma che riguarda sia le prestazioni semplici sia quelle complesse, con particolare attenzione ai pazienti cronici e oncologici: “deve essere sempre lo stesso specialista o la stessa struttura che è in grado di seguire il paziente prendendolo in carico”.

Dott. Sisto Milito 03

Il piano dell’Asp di Cosenza

Sul piano aziendale da 8,9 milioni di euro, il dottore Sisto Milito evidenzia luci e ombre: “l’investimento è importante, però va considerato che 8 milioni di euro in un’azienda come la nostra, sono sì tanti, ma non tantissimi. È necessaria una responsabilizzazione da parte di tutto il personale, medico, infermieristico e tecnico”.

Ambulatori aperti e sfida organizzativa

Tra le novità più evidenti del nuovo Piano Asp, l’estensione degli orari fino alle 23 e l’apertura nel weekend. Una misura che richiede uno sforzo organizzativo complesso: “non è scontato dedicare il sabato, la domenica o tenere aperta una struttura fino alle 11 di sera” questo perchè oltre ai medici, infatti, entrano in gioco altri servizi come sicurezza piuttosto che pulizia degli spazi sanitari.

Stop al cartaceo e accesso libero ai servizi territoriali

Tra le proposte più innovative emerse nell’intervista c’è la progressiva eliminazione della burocrazia cartacea e il potenziamento dell’accesso diretto ai servizi. “Ci sono anche delle strategie che sembrano apparentemente scontate… come per esempio il libero accesso delle strutture della salute mentale con l’abolizione totale del materiale cartaceo. L’accesso deve essere libero e la carta deve essere abolita, tutto deve essere tracciabile”.

Un modello che punta a semplificare il rapporto tra cittadino e sanità: “i consultori familiari per esempio, sono già a libero accesso. La stessa identica deve riguardare i CSM”. Una visione che mira a ridurre i tempi, migliorare la trasparenza e rendere più immediato l’accesso ai servizi, soprattutto per le fasce più fragili.

Al di là degli aspetti tecnici fin qui analizzati, il vero obiettivo resta uno solo: migliorare l’esperienza dei pazienti: “dobbiamo essere in grado – spiega il dott. Milito – di offrire prestazioni di qualità al cittadino, perché è questo che ci chiede. Dobbiamo essere in grado di generare una ricaduta positiva, quindi di aumentare il numero di prestazioni… perché è questo che il cittadino vuole, nient’altro”.

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