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Allarme sanità tra Pollino e Valle dell’Esaro, Guccione «un deserto che mette a rischio i cittadini»

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Allarme sanità tra Pollino e Valle dell’Esaro, Guccione «un deserto che mette a rischio i cittadini»

Carlo Guccione – Direzione nazionale PD – parla di ospedali depotenziati, PNRR fermo e strutture solo sulla carta. Previsto un sit-in domani a San Marco Argentano

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COSENZA – Carlo Guccione lancia l’allarme per il Pollino e la Valle dell’Esaro che rischiano di trasformarsi in un vero e proprio deserto sanitario. Il componente della Direzione nazionale del Partito Democratico, denuncia una situazione ormai insostenibile per la tutela del diritto alla salute dei cittadini calabresi.

Sanità, Guccione «ospedale di Castrovillari depotenziato»

Secondo Carlo Guccione, l’ospedale spoke di Castrovillari ha subito una drastica riduzione delle prestazioni ospedaliere e sanitarie.
A fronte di 223 posti letto attualmente attivi, solo 93 risultano realmente funzionanti, meno della metà, con gravi ricadute sull’assistenza per un vasto bacino di utenza.

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Case della salute e strutture mai partite

Gravi criticità riguardano anche la Casa della Salute di San Marco Argentano, finanziata 14 anni fa con oltre 9 milioni di euro, ma mai avviata. Situazione analoga per le Case della Comunità di Lungro, Roggiano e San Marco Argentano, così come per l’Ospedale di Comunità di Lungro, che a cinque mesi dalla scadenza del PNRR rischiano di non vedere mai la luce.

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Personale sanitario: assunzioni ferme

A destare ulteriore preoccupazione è l’assenza di informazioni sul piano di assunzioni previsto: 1.350 unità, tra cui 375 medici e 350 infermieri, indispensabili per garantire il funzionamento delle nuove strutture. Per Guccione si è di fronte a un fallimento evidente, che mette in discussione l’intero impianto della sanità territoriale.

Il PNRR e la missione mancata

Il PNRR, e in particolare la Missione 6, rappresentava una grande occasione per la Calabria: costruire una sanità territoriale non più ospedale-centrica. Mentre altre regioni italiane hanno già attivato decine e centinaia di Case della Comunità, la Calabria resta ferma, trasformando quello che non è più un semplice ritardo burocratico, ma una vera emergenza sociale.

Secondo Guccione, se la sanità territoriale non partirà, le conseguenze saranno pesantissime:

– aumento degli accessi impropri ai Pronto Soccorso
– ospedali sempre più sovraccarichi
– crescita dell’emigrazione sanitaria verso il Nord
– aree interne prive di assistenza
– disuguaglianze sanitarie irreversibili

«Non è una questione di maggioranza o opposizione – sottolinea Guccione – ma un tema che riguarda ogni famiglia calabrese». L’appello è rivolto a istituzioni, sindaci, professionisti sanitari, cittadini, associazioni e ordini professionali, affinché si sviluppi una presa di coscienza collettiva.

Il sit-in del 7 febbraio

Per ribadire il diritto alla salute e a una sanità pubblica accessibile, il Partito Democratico ha organizzato un sit-in sabato 7 febbraio alle ore 10:30, davanti all’ex ospedale di San Marco Argentano. Un’iniziativa che, conclude Guccione, rappresenta «il PD che ci piace, quello che si occupa concretamente dei problemi delle persone».

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