Calabria
Sanità, possibile rilancio del Sant’Anna Hospital: imprenditori pronti alla riconversione
Secondo l’Usb, due imprenditori hanno manifestato interesse per la struttura di Catanzaro. In gioco il futuro di 100 lavoratori e la riapertura di servizi sanitari per il territorio. Previsto un incontro il 20 gennaio

CATANZARO – Potrebbe aprirsi uno spiraglio per il futuro del S. Anna Hospital di Catanzaro: gli imprenditori Citrigno e Noto hanno manifestato l’interesse a riconvertire la struttura, chiusa da tempo e attualmente sottoposta a curatela. A renderlo noto è l’Usb, al termine di un incontro dedicato al destino dell’ospedale e dei circa 100 lavoratori coinvolti.
Sant’Anna Hospital, l’interesse di due imprenditori
Il sindacato parla di un percorso che potrebbe portare alla riattivazione di servizi sanitari. La riunione è stata definita “utile per fare il punto della situazione e tracciare le future prospettive”. Un primo segnale concreto potrebbe arrivare entro la fine del mese: gli imprenditori avrebbero infatti espresso la disponibilità a sanare il debito di 20 mila euro relativo all’ultima rata del canone di fitto. Un impegno che arriverebbe nonostante la struttura resti chiusa e non operativa, a fronte di un investimento già sostenuto pari a 220 mila euro, senza la possibilità, finora, di avviare alcuna attività sanitaria.
Per l’Usb, la fine di questo mese rappresenta un passaggio decisivo. Il mantenimento del fitto da parte degli imprenditori, infatti, sarebbe confermato solo in presenza di concreti passi in avanti da parte del Dipartimento Salute della Regione Calabria, necessari per rendere la struttura operativa e consentire l’erogazione di servizi ai cittadini.

Prossimo incontro in Regione
Il prossimo incontro è fissato per martedì 20 gennaio alla Cittadella regionale e, seppur previsto con modalità verbali, potrebbe risultare risolutivo. Proprio per questo, il sindacato chiede pubblicamente al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, di garantire la propria presenza al tavolo di confronto.
L’Usb sollecita inoltre un investimento serio e strategico per restituire ai cittadini la possibilità di curarsi in Calabria, riducendo i costi economici e i disagi legati alla migrazione sanitaria. Secondo il sindacato, investire in una struttura sanitaria qualificata significherebbe anche risparmiare risorse pubbliche, in un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione e dalla continua emigrazione di giovani laureati.




















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