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“Sara e la Mamma Morena”, la tragedia 19 anni fa a Villapiana di una bambina che disse sì alla luce

Italia

“Sara e la Mamma Morena”, la tragedia 19 anni fa a Villapiana di una bambina che disse sì alla luce

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sara mariucci

GUBBIO – Quando una bambina muore, a soli 3 anni, lascia un vuoto enorme, incolmabile, straziante. Il caso di Sara però, ha generato fede, luce, e dal giorno in cui è scomparsa sono stati tantissimi i fatti “inspiegabili” che sono capitati e che in qualche modo sarebbero legati a lei. Pare infatti che, diverse persone, dopo aver pregato sulla sua tomba abbiano ricevuto dei miracoli. Il 5 agosto 2006, la piccola Sara Mariucci, originaria di Perugia, moriva folgorata in Calabria, a Villapiana (Cs).

Una scarica elettrica la strappò alla vita mentre era in vacanza, mentre giocava su un cavalluccio a dondolo. Pochi giorni prima della sua morte, Sara Mariucci, avrebbe raccontato alla madre di una misteriosa “mamma Morena”, che lei stessa aveva definito una “seconda mamma” dai capelli blu e gli occhi castani. Un nome e una descrizione insoliti per una bambina così piccola.

E il giorno prima della tragedia, in un momento di capriccio, avrebbe detto: “La mamma Morena non mi sgrida”. Il 5 agosto Sara muore folgorata. Il dolore è immenso ma nella camera ardente accade qualcosa: mamma Anna, distrutta, vede il volto della figlia trasfigurato dalla pace e sente una gioia inspiegabile: “Ho capito che Sara non è morta. È risorta con Cristo”, ha raccontato. “Il paradiso è nel mio cuore, io sono in paradiso con lei”.

I genitori iniziano a riflettere sul racconto della “mamma Morena”. Papà Michele si ricorda del velo blu di una statua mariana e scopre l’esistenza della Madonna Morena, venerata in Bolivia. La sua festa? Il 5 agosto, giorno della morte di Sara.

“Per noi fu la conferma che Sara aveva visto la Madonna”, racconterà il papà. Nel settembre 2006, i genitori di Sara, Anna e Michele volano in Bolivia. Arrivati al santuario, alzano gli occhi al cielo e vedono un arcobaleno perfetto attorno al sole. “Ci siamo sentiti abbracciati dalla Madonna. Sara è il nostro ponte tra la terra e il cielo. Il nostro arcobaleno”.

Da allora, segni, conversioni e testimonianze continuano a moltiplicarsi. Come quella di Silvia che, incinta di una bambina con gravi malformazioni, decide di abortire. Ma sogna una bambina vestita d’oro che la porta in un cimitero e le dice: “Non devi piangere, devi sorridere”. Riconoscerà poi in quella bambina il volto di Sara. Cambia idea e la sua bimba nascerà e vivrà nonostante tutte le prognosi contrarie.

Oggi la tomba di Sara a Gubbio è meta di pellegrinaggi silenziosi. La sua storia tocca cuori, ridona speranza, e invita a guardare la vita oltre la morte. “Sara è come un seme – dice sua madre – che non sa come, ma cresce e porta frutto. E il frutto rimane”. In un dialogo molto tenero con la mamma Anna, le chiese: “Sara, lasceresti mamma Anna per andare da mamma Morena?”. E lei, senza esitazione: “Sì!”.

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