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Sbombero della tendopoli di San Ferdinando, il sindaco chiarisce: «Operazione lampo ed in armonia»

Calabria

Sbombero della tendopoli di San Ferdinando, il sindaco chiarisce: «Operazione lampo ed in armonia»

Il Comune ha approvato il regolamento sull’utilizzo degli alloggi di Rosarno: i migranti saranno ricollocati in 4 delle 5 palazzine disponibili

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Tendopoli di San Ferdinando

SAN FERDINANDO (RC) – Sull’avvio delle operazioni di sgombero della tendopoli di San Ferdinando nella Piana di Gioia Tauro in Calabria, è il primo cittadino Gianluca Gaetano a dare tutti i chiarimenti del caso nel corso del consiglio comunale convocato, tra l’altro, per approvare il Regolamento che disciplina l’utilizzo degli alloggi di Rosarno, attuale destinazione della maggior parte dei migranti che si trovavano nella tendopoli, ovvero di coloro che non sono stati assegnati ai Cas della provincia o inseriti nei progetti Sai.

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Tendopoli di San Ferdinando, i chiarimenti del sindaco sullo sgombero

In merito alla tendopoli di San Ferdinando il primo cittadino parla di un trasferimento che si è svolto in maniera armoniosa, tramite “un’operazione lampo, già terminata”. Gaetano spiega che “il documento che prevede diritti e doveri degli ospiti consente al nostro Ente di regolamentare l’impiego di un complesso di 5 edifici fin qui inutilizzati e costruiti dalla Regione con fondi vincolati, la cui titolarità transitoriamente il Comune di Rosarno ha ceduto al nostro Ente nell’ambito di quella grande opera di ingegneria istituzionale che, grazie al coordinamento della Prefettura di Reggio Calabria, ha potuto garantire operatività, efficienza e sobrietà”.

“Un cambio di passo epocale”

“Ora il regolamento dovrà essere recepito dal Comune di Rosarno – ha aggiunto il sindaco Gaetano addentrandosi nella spiegazione di una procedura alquanto peculiare per la extraterritorialità amministrativa – nell’ambito di quei rapporti straordinari ma convergenti che hanno consentito che per la prima volta nella storia dell’ospitalità nella Piana di Gioia Tauro che alla tenda e al degrado seguano una casa e politiche di Welfare Universale attivo. Cambio di passo epocale, nato dalla lezione che ci ha dato il fallimento delle politiche pubbliche registrato nel passato, e oggi reso possibile oltrechè dalla perfetta sintonia tra 3 Comuni e dalla caparbietà della prefetta Clara Vaccaro, anche dalla disponibilità dell’assessore regionale Pasqualina Straface e del Commissario Fabio Ciciliano e dalla professionalità degli operatori dei Poli sociali di San Ferdinando, Rosarno e Taurianova”.

Sindaco GAETANO IN CONSIGLIO

Il sindaco Gaetano, spiegando le ragioni per le quali ha atteso la convocazione del consiglio per riferire per la prima volta in pubblico tempi e modi di un trasferimento che è potuto avvenire in completa armonia – anche grazie all’intervento discreto ma efficace di Polizia e Carabinieri – ha poi aggiunto altri particolari della nuova logistica abitativa messa a disposizione dei migranti della tendopoli di San Ferdinando, ricordando anche l’avvenuto intervento dell’Asp per una serie di soggetti fragili e fragilissimi che avevano trovato ospitalità nella struttura.

Dove e come alloggeranno i migranti

I migranti sgombrati dalla tendopoli di San Ferdinando “vengono alloggiati in 4 delle 5 palazzine disponibili – ha sostenuto rispondendo alle domande dei consiglieri di opposizione – perché abbiamo programmato, all’interno del complesso, anche un’ala interamente dedicata ai servizi socio-assistenziali e medici, trasferendovi la sede del nascente Polo sociale integrato formato dai 3 Comuni reso possibile dall’accordata rimodulazione del progetto Su.pre.me 2 che come si sa utilizza fondi europei. Vi accederanno i migranti in regola che hanno un contratto di lavoro, o comunque quelli che hanno diritto ad una residenza in regola, previo pagamento di un canone mensile calmierato”.

“Tengo a specificare – ha affermato Gaetano – che il trasferimento dei migranti della tendopoli di San Ferdinando negli appartamenti nuovi, che hanno arredi di tutto punto e sorgono in una zona di Rosarno in cui insistono scuole e strutture sportive, consente una risposta che si muove nel solco tracciato da altre esperienze di servizi abitativi e di integrazione virtuosa lanciate da qualche anno, con grande riscontro, nel territorio”.

tendopoli san ferdinando 01

“Il Regolamento di Gestione e Servizi di Ospitalità” è passato con i voti favorevoli della maggioranza, a cui si è aggiunto anche quello del consigliere Umberto Paparatto, mentre si sono astenuti i consiglieri Serafino Mazzitelli (Pd) e Maria Carmela Digiacco (Fratelli d’Italia).

Flai Cgil: “Occorre chiarezza”

A muovere dubbi sull’operazione messa in atto per lo sgombero della tendopoli di San Ferdinando è Flai Cgil nazionale: “Se da un lato il tentativo di uscita dal ghetto rappresenta una spinta positiva, dall’altro l’impostazione complessiva dell’operazione solleva forti preoccupazioni sul piano politico e sociale” spiega il sindacato in una nota.

“La Flai Cgil – dichiara Matteo Bellegoni capodipartimento Politiche migratorie e legalità del sindacato dell’agroindustria – sostiene da sempre la necessità di superare definitivamente la logica dei ghetti ma non può dichiararsi soddisfatta dell’impostazione data a questo intervento. L’impronta spiccata di natura securitaria, inserita nel quadro del Decreto Caivano Bis, unita all’assenza di risposte concrete e di una visione lungimirante, rischia di ridurre un’emergenza profondamente sociale in una questione di mero ordine pubblico”.

Tendopoli San Ferdinando Emergency Davide Preti 04

“La Prefettura – prosegue il sindacato in merito allo sgombero della tendopoli di San Ferdinando – chiarisca immediatamente come intende gestire l’imminente arrivo dei lavoratori per la campagna agrumicola che parte in autunno. Vogliamo davvero rischiare che sorgano spontaneamente nuovi insediamenti informali a poche centinaia di metri?”.

La Flai Cgil “da mesi denuncia lo spreco delle risorse del Pnrr destinate proprio al superamento dei ghetti. Solo per San Ferdinando erano previsti quasi 5 milioni di euro. “Gli abitanti della tendopoli – conclude Bellegoni – hanno messo le loro vite dentro una busta del discount. Le istituzioni continuano a trattare i lavoratori agricoli migranti come merce da spostare. Finché non cambierà questa logica difficilmente riusciremo a parlare di una reale possibilità di inserimento e di inclusione”.

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