Tirreno
Scalea, la proposta: inserire le casematte della Seconda Guerra Mondiale in un percorso storico
Valorizzare le casematte della Seconda Guerra Mondiale lungo la costa tirrenica cosentina: è la proposta dell’Associazione “Cara, vecchia Scalea”

SCALEA (CS) – Valorizzare le casematte di Scalea in un “Percorso della memoria costiera”. E’ la proposta del Presidente Vincenzo de Vito, dell’Associazione culturale “Cara, vecchia Scalea”, all’Amministrazione Comunale.
Le casematte a Scalea: risalgono alla seconda guerra mondiale
Questa volta, l’Associazione “Cara, vecchia Scalea”ci riporta indietro nel tempo, agli anni 1942/1943. Anni cruciali della Seconda Guerra Mondiale. E’ il periodo in cui furono costruite le casematte, strutture militari che ancora oggi, qui a Scalea, possiamo vedere lungo il tracciato della vecchia statale 18 e nell’area frangivento, lungo il litorale.
Nei giorni scorsi, ci riferisce Vincenzo de Vito, Presidente dell’Associazione culturale “Cara, vecchia Scalea”, abbiamo inviato al Sindaco e all’Amministrazione Comunale una lettera chiedendo di valutare una nostra proposta di valorizzazione storico-culturale relativa ad alcune strutture militari risalenti alla Seconda Guerra Mondiale presenti nel territorio comunale: le casematte.
Erano, queste, costruzioni in cemento armato, spesso mimetizzate nel paesaggio, dotate di feritoie per armi automatiche e utilizzate come posizioni di difesa e osservazione poste in punti strategici quali spiagge, strade, promontori. Studi e contributi di storici locali, tra cui Stefano Vecchione, evidenziano, tra l’altro, la presenza diffusa di tali opere lungo la costa calabrese.
Tra il 1942 e il 1943 le coste italiane furono fortificate per difendersi da un possibile sbarco degli Alleati. Anche il tratto tirrenico della Calabria fu incluso in questo sistema difensivo, compresa Scalea posta su una direttrice di collegamento importante: la vecchia SS 18. La presenza di queste strutture testimonia il ruolo strategico del territorio di Scalea nel contesto della guerra nel Mediterraneo. Giova ricordare che nel luglio 1943 gli Alleati sbarcarono in Sicilia (operazione Husky). Il 27 luglio 1943 Scalea subì un pesante bombardamento aereo-navale. Fu colpito, in particolare, l’aeroporto militare.
Vi furono parecchie vittime, anche fra i civili. Nella zona, comunque, non avvenne direttamente alcuno sbarco. La nostra proposta, continua De Vito prevede, per il Comune, un intervento leggero e a basso costo consistente in una pulizia dei siti e nell’installazione di segnaletica informativa nei pressi delle strutture individuate con pannelli o paline. Eventuali QR Code collegati a contenuti digitali di approfondimento con mappe, descrizioni storiche, documentazione fotografica, testi creati dal dott. Stefano Vecchione saranno inseriti, per sua gentile concessione, nel progetto “Explore Scalea”dell’Associazione Eclectica di Andrea Fama e della Pro Loco arricchendo,così, l’offerta culturale e turistica della città.
De Vito: “Vogliamo promuovere la conoscenza del territorio”
“L’iniziativa proposta, afferma ancora De Vito, pur nella sua semplicità, vuole promuovere la conoscenza della memoria del territorio anche attraverso le Casematte. Questi manufatti seppure oggi poco noti e non segnalati, a nostro avviso, non dovrebbero essere considerati solo resti militari ma testimonianze storiche, elementi del paesaggio, memoria materiale del novecento. Le casematte possono essere ritenute veri e propri beni culturali diffusi. Il loro recupero e valorizzazione, quali elementi poco conosciuti del patrimonio storico locale, rappresentano un’opportunità concreta per restituirli alla comunità e ai visitatori.” Scalea, 13 maggio 2026 Associazione culturale “Cara, vecchia Scalea” Il Presidente Vincenzo de Vito

















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