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Scempio ambientale: lecci secolari estirpati in Calabria per finire in lussuosi giardini privati della Puglia

Calabria

Traffico illecito

Scempio ambientale: lecci secolari estirpati in Calabria per finire in lussuosi giardini privati della Puglia

Lecci secolari “rapiti” e rivenduti illegalmente per finire nei giardini privati in Puglia . Un vero e proprio “furto di natura” quello scoperto dai Carabinieri Forestali nelle ultime ore

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Lecci secolari scempio ambientale

VIBO VALENTIA – Lecci secolari “rapiti” per finire nei giardini privati in Puglia. Un vero e proprio “furto di natura” quello scoperto dai Carabinieri Forestali nelle ultime ore. Un’operazione mirata alla tutela del patrimonio boschivo ha portato alla luce un traffico illecito di alberi monumentali: lecci di oltre 10 metri di altezza venivano estirpati dalle foreste calabresi per essere rivenduti e reimpiantati in lussuosi giardini privati in Puglia. Un vero e proprio business illegale dei lecci giganti stroncato dal blitz dei carabinieri Forestali.

Il blitz in Località Fallà: escavatori in azione nel bosco

L’operazione è scattata nel comune di San Nicola da Crissa, precisamente in Località Fallà, un’area caratterizzata da un bosco di macchia mediterranea dall’elevato valore naturalistico. I militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Vallelonga, supportati dai colleghi di Serra San Bruno, hanno sorpreso i responsabili mentre operavano con pesanti mezzi meccanici. Senza alcuna autorizzazione, il gruppo stava utilizzando escavatori e strumentazioni professionali per sradicare gli esemplari di leccio. Le piante, una volta estratte dal suolo, venivano preparate con cura meticolosa: radici avvolte in teli e reti metalliche, pronte per affrontare il viaggio su autoarticolati verso il territorio pugliese.

Carabinieri Forestali lecci etirpati

lecci secolari estirpati: ecosistema ferito 

Al di là del valore commerciale degli alberi, ciò che preoccupa le autorità è il gravissimo impatto sull’ecosistema locale. L’estirpazione selvaggia non ha solo sottratto ossigeno e bellezza al paesaggio, ma ha causato ferite profonde al territorio con un rischio Idrogeologico provocato dal mutamento del profilo del suolo e la rimozione delle radici aumentano la fragilità del terreno. Perdita di Biodiversità: l’alterazione permanente della capacità di rigenerazione del bosco danneggia l’habitat di numerose specie animali e vegetali. Infine, la distruzione di esemplari secolari deturpa irrimediabilmente la macchia mediterranea calabrese.

I responsabili sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria. Le accuse sono pesanti e spaziano dal penale all’amministrativo: violazione del vincolo paesaggistico, inquinamento ambientale, deturpamento di bellezze naturali, irregolarità nella commercializzazione di materiali forestali di moltiplicazione e violazioni in materia forestale e di vincolo idrogeologico.

Carabinieri Forestali lecci business illegale operazione

La Calabria non è un “vivaio” abusivo

L’episodio accende i riflettori su un fenomeno preoccupante: il saccheggio dei boschi pubblici e privati per alimentare il mercato del verde di lusso. Grazie all’intervento dei Carabinieri Forestali del Gruppo di Vibo Valentia, questa volta la “filiera del pizzo verde” è stata interrotta prima che gli autoarticolati potessero varcare il confine regionale.Operazioni come questa ricordano che il patrimonio forestale non è una risorsa infinita da depredare, ma un bene comune protetto da leggi rigorose.

 

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