Tirreno
DAL TIRRENO COSENTINO
Quella schiuma in mare: mucillagine, fioriture o altro? «Di certo quest’acqua non invita a tuffarsi»
Numerose segnalazioni dalle spiagge tra Paola, Guardia Piemontese, Cittadella, Torremezzo di Falconara fino a Belmonte e Longobardi. Foto e testimonianze rilanciano la richiesta di controlli sulla qualità dell’acqua

COSENZA – Una domenica di agosto caratterizzata dalle segnalazioni sullo stato del mare lungo la costa tirrenica cosentina. Numerosi cittadini e bagnanti questa mattina, hanno raggiunto le spiagge per trovare sollievo dal caldo asfissiante, ma hanno segnalato la presenza di un mare che, secondo le testimonianze e le immagini diffuse, non appariva proprio “invitante”.
Le segnalazioni arrivano da un tratto molto ampio del litorale: da Paola a Guardia Piemontese, passando per Cittadella, fino a Torremezzo di Falconara, Belmonte e Longobardi. I cittadini chiedono controlli a tutela della salute e dell’ambiente e manifestano perplessità sull’ipotesi di mucillagini e fioriture algali come spiegazione del fenomeno: tutt’altro che “mare da bere“.

Schiuma in mare,dalle segnalazioni all’appello del consigliere regionale De Cicco
Sulla situazione è intervenuto anche il consigliere regionale Francesco De Cicco, che sui social ha espresso preoccupazione per le condizioni del mare e chiesto un intervento immediato: “Che peccato vedere il nostro mare in queste condizioni. Proprio in questo periodo dove tutto il litorale è affollatissimo di turisti. Non è un bel biglietto da visita. Sinora le condizioni del mare sono state accettabili, ma ora è in condizioni pietose. Non bisogna perdere tempo e intervenire subito”.
“Droni, motoscafi, sottomarini – scrive De Cicco – ufo e carri armati… Presidente Occhiuto fai qualcosa“. Il consigliere richiama quindi l’attenzione sulla necessità di verifiche rapide, in un momento particolarmente delicato per il turismo della costa tirrenica cosentina.

Mucillagini o altro?
Parallelamente, sui social è comparata anche una lettura differente del fenomeno, che invita a non collegare automaticamente la presenza di materiale in mare a un episodio di inquinamento. Qualcuno infatti sottolinea che “nella stragrande maggioranza dei casi effettivamente è Mucillagine naturale” ma anche se fosse, “gli enti preposti dovrebbero parlarne di più, in modo da abituare la popolazione a convivere con certi fenomeni”.
Resta quindi centrale la richiesta di informazioni e controlli da parte degli enti competenti, così da chiarire l’origine di quanto segnalato dai bagnanti e fornire indicazioni certe sulla qualità delle acque.

















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