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La sciarpa del Cosenza Calcio rubata dalla lapide di Padre Fedele. “Rispettate la sua memoria, lasciatela li”

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La sciarpa del Cosenza Calcio rubata dalla lapide di Padre Fedele. “Rispettate la sua memoria, lasciatela li”

Continuano le sparizioni dalla sciarpa del Cosenza dalla lapide di Padre Fedele. Teresa Boero, anima del ‘Paradiso dei Poveri, lancia un appello al rispetto della memoria del frate “era parte del suo essere e della sua fede rossoblu, lasciatela li dove si trova”

Marco Belmonte

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Padre Fedele lapide sciarpa Cosenza

DIPIGNANO (CS) –  Dalla lapide di Padre Fedele Bisceglia, nel cimitero di Dipignano, la sciarpa del Cosenza Calcio continua a sparire. Un vuoto simbolico che ferisce chi, per anni, ha camminato al fianco del “frate ultras”. Non è solo un pezzo di stoffa rossoblu, è il simbolo di un legame indissolubile, il racconto di una vita spesa tra la fede e il gradone della curva.

A lanciare un appello accorato è Teresa Boero, anima dell’associazione Paradiso dei Poveri e storica collaboratrice del frate che gli è stato accanto fino all’ultimo giorno. Le sue parole non sono di condanna, ma di profonda tristezza: un invito a rispettare un luogo di preghiera e la memoria di un uomo che ha fatto della solidarietà e della passione per quei colori la sua missione.

“Non è cattiveria, ma mancanza di rispetto”

Secondo Teresa Boero, chi sottrae la sciarpa potrebbe farlo per avere un ricordo tangibile del frate. “Non credo lo facciano con cattiveria spiega, forse qualcuno vuole un ricordo di Padre Fedele. Ma se la chiedono, io la metto a disposizione. Quella sciarpa, però, deve restare lì sulla tomba. Ogni volta che il marmo resta nudo, Teresa ne porta una nuova, ma il ciclo sembra non interrompersi. “Quel posto senza la sciarpa diventa triste. Se non la vedo mi viene da piangere. Lui amava profondamente quei colori, erano parte di lui”.

Padre Fedele Sciarpa Cosenza Calcio_01

La sciarpa rossoblù, posta accanto alla Madonnina di Loreto, non è un vezzo estetico. Rappresenta l’eredità di un uomo capace di aggregare migliaia di giovani nel suo “Maracanà”, trasformando la passione sportiva in uno strumento di riscatto sociale. In anni difficili, segnati dall’emergenza eroina, propose un modello di tifo rivoluzionario per il panorama ultras nazionale. Il rifiuto categorico delle armi e della violenza, gemellaggi costruiti sui valori umani e non solo sportivi e la capacità di parlare agli ultimi, portando messaggi di speranza fino in Africa con tantissime iniziative benefiche.

Padre Fedele un’eredità che appartiene a tutta la comunità

È stato e sarà per sempre una guida spirituale e un punto di riferimento che ha superato i confini della città. “Appartiene a tutti, a chiunque gli abbia stretto la mano,” conclude Teresa Boero. Ti insegnava cosa significa voler bene e credere in qualcosa.

Padre Fedele Cosenza Monaco

L’ultimo appello è diretto e privo di fronzoli: “lasciate che quel marmo rimanga colorato. Portare via quel simbolo significa privare la comunità di un segno visibile di una storia che appartiene a intere generazioni di tifosi e cittadini. Perché, a volte, basta davvero poco – anche solo una sciarpa – per far sì che il ricordo di un grande uomo non sbiadisca mai”.

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